Educare i figli al “consenso”,  fin dall’infanzia: perché è fondamentale rispettare il “no” dei bambini?

Scopri come insegnare il consenso fin da piccoli e aiutare i figli a rispettare sé stessi e gli altri.

“Dai un bacino al nonno.”
“Mettiti qui, ti faccio una foto.”
“Sorridi.”
“Vieni, parla con la zia” (davanti allo schermo di un telefono per una videochiamata).
“Vuoi il regalo? Dammi un bacio.”

Queste sono alcune delle richieste che, quasi sempre in assoluta buona fede e senza alcuna malizia, tanti genitori fanno ai propri figli quando sono piccoli.


Eppure, molto spesso, davanti a quelle richieste i bambini rispondono NO.
Un no spontaneo, autentico, istintivo.
E tante volte noi adulti insistiamo affinché quel no si trasformi in un sì.
Un sì poco convinto, arrabbiato, infastidito, magari detto solo per accontentarci, per rispondere al NOSTRO bisogno di fare quella foto, perché pensiamo che il nonno potrebbe rimanerci male.
Per educazione.

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

La condiscendenza: quando si dice sì per compiacere

Una volta, sulla pagina Instagram “Potevo essere io”, che ho creato per dare voce a tante vittime di violenza di genere, ho raccolto la testimonianza di una donna di 30 anni che mi ha raccontato di aver acconsentito a un rapporto sessuale “per educazione”.
Lui era un suo amico e lei non aveva alcun desiderio di avere un rapporto con lui.
Quella sera, però, lui le aveva preparato la cena, era stato gentile, premuroso, aveva organizzato tutto con attenzione e cura. E quando lui si è proposto sessualmente, lei ha pensato che dirgli di no sarebbe stato brutto, che ci sarebbe rimasto male, che, dopo tutto quello che aveva fatto, rifiutarlo sarebbe stato scortese.

Molte persone, soprattutto quando si trovano davanti a una pressione emotiva o a una situazione che le mette a disagio, reagiscono entrando in una modalità psicologica che si chiama condiscendenza:

  • cercano di compiacere,
  • non creare tensioni,
  • adattarsi al desiderio dell’altro anche quando dentro sentono altro.

È una risposta profondamente umana, spesso automatica, che il nostro cervello può mettere in atto anche come forma di protezione e sopravvivenza davanti a situazioni percepite come invasive o difficili da gestire.

Rispettare il no dei bambini non significa crescere figli senza regole

La storia di quella donna mi è rimasta dentro, ci penso spessissimo.
Perché mi obbliga a farmi alcune domande scomode:

  • Quante volte, senza rendercene conto, insegniamo ai bambini la condiscendenza? Che il desiderio degli altri viene prima del loro?
  • Perché insistiamo quando vediamo che non hanno voglia di fare una cosa?

Possiamo risponderci che facciamo queste richieste perché i nostri bambini non crescano maleducati, senza regole.

Ma che regola è apprendere a dare un bacio anche se non se ne ha voglia, anche se si tratta di una persona a cui si vuole bene?

Penso che questo modo di educare dica tanto di noi, di quello che ci è stato insegnato, più che di quello che vorremmo diventasse nostro figlio o figlia.
Il consenso non si insegna “quando si ha l’età per capire”, non inizia con l’educazione sessuale.
Inizia molto prima.

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Educare al rispetto di sé per insegnare il rispetto degli altri

L’educazione al consenso inizia:

  • Quando un bambino dice “basta” durante il solletico e noi ci fermiamo.
  • Quando non viene spinto a dare un abbraccio se non lo vuole dare.
  • Quando capisce che può dire NO senza sentirsi cattivo, egoista, senza sentirsi in colpa.
  • Quando noi non ci rimaniamo male se quel bacio non ce lo vuole dare.

Questo non significa crescere bambini senza regole o senza rispetto verso gli altri.
Significa insegnare loro che il rispetto per gli altri non può esistere se prima non c’è il rispetto per sé stessi, la capacità di connettersi con ciò che si vuole davvero e con quella di trovare le parole e le modalità giuste per comunicarlo.
Di come trovare queste parole ne parleremo presto.

Un ultimo consiglio per il tuo educare

Nel blog e nelle riviste etiche trovi centinaia di contenuti autorevoli della nostra Comunità Educante, strumenti concreti e riflessioni pratiche per gestire al meglio la relazione genitori-figli, come questo: Bisogna avere il coraggio di fare scelte impopolari: ecco i consigli di Paolo Crepet

ROBERTA RONCONE
Laureata in psicologia clinica, coach genitoriale esperta in autismo e prevenzione della violenza, ideatrice progetto “Potevo essere io”

CONTATTI instagram: @potevo_essere_io
web: www.robertaroncone.it

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