a ogni cultura il suo linguaggio

Cultura culla coltura colla… una parola che arriva da lontano e ha modificato il suo significato nel tempo. Deriva da coltivare; ed è questo percorso dal campo al frutto che vorrei fare con voi.

Un bambino è in una cultura e può essere a sua volta cultura, frutto di una mano che ha seminato una terra felice di accogliere quella vita che ha saputo trasformare in un frutto unico, irripetibile e in continuo divenire. Perché la coltivazione dia buoni frutti è necessario che ci siano dei presupposti: qualcuno con la volontà di seminare, di investire sul futuro… ma non basta; una terra sufficientemente fertile che voglia partecipare a questa creazione… ma non basta; dei semi scelti tra tanti altri… ma non basta…

Ci vuole un sogno, un’idea, un progetto che possa immaginare tutto questo e che venga nutrito con coraggio e fiducia. Il bello di questo sogno è che non arriva mai a realizzarsi del tutto e così crea un percorso che ha un inizio ma poi continua non si sa fino a quando.

Un bambino nasce già nella sua cultura culla, conosce la melodia della sua lingua, conosce gli odori dei cibi, e crede che lo aspetti qualcosa di buono, di positivo da scoprire piano piano; non da solo, ma con che gli è vicino. Non è un vaso da riempire, è una strada da percorrere. Anche chi percorrerà questo percorso di cultura con lui non sarà più lo stesso. Che cos’è la nostra cultura? Come si tramanda?

Qua qua, coccodè, chicchirichì non hanno bisogno di essere spiegate, eppure dai nostri vicini di confine vengono prodotte diversamente.

Per prendere spunto da una canzoncina infantile Il coccodrillo come fa? forse, non tutti sanno che un coccodrillo italiano che si mangia la sua preda in un sol boccone fa: “gnam”, uno inglese farà “snap”, uno spagnolo: “clap” e uno tedesco “klap”!

Nei cartoni animati può succedere che un animale prenda il nome del suo verso, come l’asinello di Winnie The Pooh che si chiama Eeyore che nella lingua inglese è il verso dell’asino.

Quindi anche gli animali, così come gli uomini, non parlano la stessa lingua in tutto il mondo! In ogni Paese il suono che producono è associato a suoni umani diversi.

Ogni lingua, infatti, cerca di imitare i versi degli animali con i suoni di cui dispone e che risultano semplici anche per un bambino, ossia le consonanti e le vocali più utilizzate in quella specifica lingua…

e tutto questo è anche una questione di cultura!

a cura dott.ssa Gabriella Saladini

logopedista