I disturbi del comportamento alimentare (DCA) come anoressia, bulimia e alimentazione incontrollata sono malattie complesse e in crescita. L’ossessione per cibo, peso e immagine corporea può colpire persone di ogni età, genere e peso: non serve essere sottopeso per soffrirne.
Queste patologie hanno origini multifattoriali: biologiche, psicologiche e sociali. Anche tratti individuali come perfezionismo, bassa autostima e difficoltà nella gestione delle emozioni possono favorirne l’insorgenza.
Perché i disturbi alimentari sono sempre più diffusi?
Negli anni ’70 i DCA erano rari. Oggi, invece, sono in forte aumento, soprattutto nei Paesi occidentali industrializzati dove la magrezza è spesso idealizzata.
L’età di esordio si è abbassata: i primi segnali possono comparire già in bambini e preadolescenti. La fascia più colpita rimane quella femminile tra i 15 e i 35 anni.
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Quali rischi comportano per la salute?
Durante l’infanzia e l’adolescenza, il corpo e il sistema nervoso sono in pieno sviluppo. La malnutrizione legata ai DCA può compromettere:
- Cuore e sistema cardiovascolare
- Apparato gastrointestinale
- Ormoni e sistema endocrino
- Ossa e sviluppo scheletrico
- Cervello e sistema nervoso
- Pelle e salute generale
In casi gravi, i disturbi alimentari possono portare alla morte.
Come si possono prevenire i DCA?
La prevenzione primaria parte dalla scuola e dalla famiglia:
- Lavorare su autostima e immagine corporea sin dalla scuola primaria
- Contrastare modelli irrealistici di bellezza
- Promuovere un rapporto sano con il cibo
La prevenzione secondaria riguarda la diagnosi precoce: riconoscere subito i segnali di allarme permette di iniziare rapidamente la cura, aumentando le possibilità di recupero.
Come si curano i disturbi alimentari?
Il trattamento deve essere integrato e multidisciplinare, come indicano le Linee Guida Internazionali (NICE e APA).
Il percorso coinvolge:
- Psicoterapia, in particolare approcci cognitivo-comportamentali
- Supporto nutrizionale con dietisti e nutrizionisti
- Intervento medico per le complicanze fisiche
- Eventuale terapia farmacologica
- Coinvolgimento della famiglia e degli ambienti di vita quotidiana
È fondamentale che i vari livelli di cura siano collegati tra loro, garantendo una continuità assistenziale e un supporto personalizzato.
Cosa possiamo fare, oggi, come genitori e insegnanti?
- Prestare attenzione a cambiamenti improvvisi nelle abitudini alimentari o nell’umore
- Non banalizzare frasi come “mi sento grasso/a”
- Favorire dialogo aperto e senza giudizio
- Chiedere aiuto tempestivamente a professionisti qualificati
I disturbi alimentari non sono semplici “capricci” o “modi di fare”: sono patologie serie che richiedono comprensione, intervento tempestivo e una rete di supporto solida.
Con ascolto, prevenzione e cura integrata possiamo offrire a chi ne soffre la possibilità di ritrovare equilibrio, salute e serenità.
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MARIANGELA PINCI
neuropsichiatra infantile
CONTATTI telefonici: 347.85.62.451
e-mail: pinci.mariangela@libero.it
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