Le corrette funzioni orali del bambino per uno sviluppo armonico della comunicazione e del linguaggio

La logopedia è una branca della medicina che si occupa di educazione e rieducazione delle funzioni orali, comunicative e linguistiche. 

L’oralità è la capacità di usare la bocca in modo preciso, abile e funzionale, per mangiare, respirare, parlare e da tale oralità si delinea lo sviluppo armonico della personalità. L’oralità è la prima abilità relazionale- comunicativa del bambino con il mondo esterno, in modo specifico con la madre, che deve fornire un contesto di base sicura.Il mantenersi vicino alla mamma aumenta la sicurezza del bambino, garantisce il suo nutrimento e la possibilità di apprendere e di esplorare l’ambiente. Non dimentichiamoci che il sorriso e i vocalizzi attirano l’attenzione della madre e sono le prime modalità di socializzazione. La relazione madre-bambino si definisce in modo particolare al momento della nutrizione. L’oralità determina e condiziona la capacità del bambino di relazionarsi nel futuro in modo armonico e disarmonico. 

Cosa fare in caso di iperprotezione buccale? Se la mamma privilegia per ansie e paure, l’alimentazione liquida, semiliquida e semisolida rispetto a quella solida, frullando e omogeneizzando gli alimenti in modo che il bambino non abbia bisogno di masticare per mandare giù il cibo, non gli viene data la possibilità di preparare, tagliare, sbucciare, spezzettare, spalmare e soprattutto sperimentare gli alimenti. Da qui la difficoltà a mangiare determinati cibi, ad assaggiare cose nuove, consistenze difficili, indispensabili per ottenere masticazione e deglutizione evolute.

Alcuni suggerimenti: puntate sulla varietà del cibo, dando al bambino piatto e posate il più presto possibile! Concedete tempi adeguati a ciascun pasto; non scegliere il biberon a colazione per velocizzare i tempi, ma proporre il latte in tazza il più precocemente possibile. Da ricordare che l’abuso del biberon oltre i 24 mesi potrebbe causare un rallentamento dello sviluppo oro facciale. Lasciare che si sporchi per promuovere l’indipendenza alimentare. 

La  bocca  ha  funzione  alimentare:  suzione  e  prensione  del  cibo,  masticazione,  deglutizione; funzione   respiratoria   intesa   come   la   capacità   di   scambiare   gas   tra   un   organismo   e   il mondo  circostante  utilizzando  distretti  oro  facciali  diversi:  solo  il  naso,  la  bocca  o  mista; e infine ha funzione comunicativa come scambio di informazioni o messaggi tra due o più persone. 

Inappetenza del bambino? Non prolungate la permanenza a tavola: date un tempo per consumare il pasto superato il quale la tavola viene sparecchiata e chi non ha mangiato viene rimandato al pasto successivo evitando zuccherini o merende.

Il bambino è vorace? Servire porzioni contenute nella quantità in piatti di dimensioni ridotte e chiedere al bambino di vuotare il piatto prima di servirsi di nuovo, cercando di farlo masticare più accuratamente possibile. Il  ciuccio è  bene  che  abbia  dimensioni  contenute,  sia  anatomico  e comprimibile.  Non  c’è  ragione  di   impedirne  l’utilizzo  fino  ai  tre  anni. La permanenza dell’abitudine del succhiamento oltre i 3 anni per un numero   considerevole   di   ore  al giorno, compromette lo sviluppo del giusto tono linguale e le abilità buccali in generale, compromettendo a volte l’articolazione dei fonemi e il mantenimento di una deglutizione infantile, in quanto mantiene schemi motori funzionali più semplici rispetto allo sviluppo tipico. Può provocare alterazione nell’eruzione dei denti, comparsa di abitudini orali deviate, alterazioni fonoarticolatorie, squilibrio oro facciale, ipotono nella muscolatura mimica, scialorrea durante i pasti, morso aperto, respirazione orale, difficoltà di masticazione. Tutto questo è molto importante da un punto di vista logopedico perché un ipotono a carico delle strutture oro facciali e una scorretta deglutizione e masticazione sono terreno fertile per uno sviluppo atipico, ritardo o difficoltà di linguaggio. E come sempre prevenire è meglio che curare.

a cura dott.sse M. Manzini, C. Conti, A. Gaspari, M. Maiola
Studio di Logopedia e Psicologia “Pianeta Parola” Modena