Le mani dei nostri bambini: piccole, grandi amiche

Fin dalla nascita siamo sottoposti a mille sensazioni diverse che coinvolgono e affinano i nostri sensi. L’olfatto ci aiuta a distinguere le persone che ci accudiscono, ne è conferma l’odore del latte materno che è riconoscibile fin dalle prime ore di vita del neonato.

Il gusto, l’udito e la vista hanno sicuramente un ruolo fondamentale nella vita di tutti noi perché ci permettono di esprimere, apprendere e relazionarci nella quotidianità in tutte le attività, dalle più semplici alle più complesse.

Il tatto, però, è quello che ci permette di avere maggiore espressione durante i diversi momenti di crescita accompagnandoci per tutta la nostra vita in mille modi. Consente all’infante di esplorare il proprio corpo e quello del caregiver per ricevere amore e rassicurazione. Il calore corporeo del contatto ha un forte potere consolatorio per tutta l’infanzia, perché è associato a protezione e affetto, fattori importanti per uno sviluppo sano.

Le mani ci permettono di conoscere, sperimentare, crescere attraverso il contatto diretto con ogni cosa che ci circonda sviluppando così connessioni neurali nuove e più complesse. Il processo di apprendimento per prove ad errori, passa molto spesso attraverso la manipolazione, perché è lo strumento più facile che i bambini hanno per relazionarsi con i giochi e con l’ambiente. Quasi tutto passa per le mani, più le superfici sono diverse e maneggevoli più sono amate dai piccoli, perché permettono di sentire, muovere e controllare, entrando così piacevolmente in contatto con il mondo esterno.

Tante sono le attività che svolgono i bambini all’asilo nido o alla scuola dell’infanzia relazionandosi con materiali di diversa forma e consistenza, di uso comune come la pasta o artigianali come la colla vinilica. Il contatto diretto li porta a comprendere più velocemente, aiutandoli a sviluppare i primi schemi mentali di riferimento, ma nello stesso tempo li spinge a dare più significati e utilizzi a ciò che già conoscono. Usare la pasta come decorazione in un lavoro scolastico li fa divertire scoprendo la rugosità e le diverse dimensioni di questo cibo, ma nello stesso tempo dà loro l’informazione che quel cibo non è solo “la pappa al pomodoro”.

Per lo stesso concetto, uno dei giochi più amati di sempre dai bambini è il didò o plastilina, perché permette ai nostri piccoli di sperimentare seguendo la loro fantasia, creando forme di varie dimensioni e colori.

Giochiamo con i nostri figli, allontanandoli un po’ dal tablet e dal cellulare, in modo che possano riscoprire il piacere di fare!

a cura dott.ssa Elena Maccaferri
psicologa, psicoterapeuta cognitiva