Ogni figlio ha diritto a praticare sport!

Nello sport, in 11 punti, regolamenta le attività sportive per bambini, per i quali esse devono essere fondamentalmente un gioco.

Regole troppo severe e rigide, infatti, rischiano di far abbandonare l’attività sportiva già intorno ai 12-13 anniQuesto diritto allo sport appartiene ad ogni bambino, anche se mamma e papà decidono di separarsi.

All’inizio di ogni anno scolastico, è, dunque, bene che genitori e figli concordino l’attività sportiva che questi ultimi praticheranno, tenendo conto delle naturali inclinazioni dei figli e delle risorse economiche della famiglia, anche e soprattutto a seguito della separazione.

In simili situazioni, il conflitto tra genitori separati può celarsi dietro l’angolo, tra chi vorrebbe iscrivere il figlio a molteplici attività sportive, chi – cercando di risparmiare – non intende contribuire nemmeno ad una di esse e, infine, chi proietta sul figlio le proprie ambizioni sportive, magari imponendo lo svolgimento di un’attività che al bambino nemmeno interessa.Chiedere suggerimenti agli insegnanti sul tipo di attività da scegliere, anche in base alle esigenze del bambino, può rivelarsi un utile strumento per valutare più esaustivamente il da farsi.

In ogni caso, la Carta dei diritti dei bambini è chiara nel ricordare:

a coloro che li vorrebbero sempre attivi, che i bambini hanno diritto al riposo (cfr. punto 6 Carta);

a coloro che vorrebbero evitare di contribuire a qualsiasi attività sportiva, che il bambino ha diritto all’attività motoria (cfr. punto 1 Carta);

- a coloro che li vorrebbero campioni assoluti, che i bambini hanno il diritto di non esserlo (cfr. punto 10 Carta)!

Non sempre, infatti, il bambino deve essere un campione: l’importante è che pratichi uno sport per i vantaggi che apporta e per divertirsi.

a cura dott.ssa Michela Foti
avvocato, mediatore familiare