Noi, bambini degli anni 70-80 siamo cresciuti con i pomeriggi di Bim Bum Bam e una qualità di vita sana e varia che prevedeva (almeno per me) le gite fuori porta domenicali i pomeriggi a giocare con il pallone in cortile e le passeggiate in bicicletta con gli amici o con papà.
Oggi la vita frenetica dei genitori che si districano tra lavoro, i conti a fine mese, la stanchezza fisica e mentale fanno sì che purtroppo si utilizzi sempre più la televisione come pausa per avere quella mezz’ora di tempo necessaria ad organizzare la cena, riordinare le idee e la casa e un mezzo minuto per sedersi.
Il problema fondamentale è che il palinsesto mediatico televisivo non offre un’ampia scelta di programmi culturalmente interessanti e intellettualmente stimolanti.
Disponendo del satellite si ha a disposizione una maggiore gamma di canali, ma spesso non si trovano approfondimenti adatti al pubblico infantile. Con i cartoni animati diventano quotidiane le discussioni riguardo quello piuttosto che l’altro, i contenuti, le storie, i disegni e le canzoni; il rischio poi è che bambini anche molto piccoli si fossilizzino davanti al piccolo schermo diventando automi di puntate in serie e ripetitive. Per deformazione professionale insegno ai bambini contatto con la natura e con gli animali, non perdo occasioni per portarli al parco anche quando è freddo e favorire incontri con esseri viventi di diverse specie: dalla formica al lombrico, dal cane al cavallo. Capita alle volte che mia figlia, due anni appena compiuti, venga con me in visite che svolgo a domicilio e mi stupisco sempre dell’atteggiamento che assume davanti a cani anche molto grandi e “spaventosi”: appare sempre accorta e interessata. A casa convive con i nostri due gatti: il loro rapporto è speciale e ogni giorno scoprono nuovi modi per comunicare e interagire.
Vederla crescere in questo contesto mi permette di imparare molto su entrambi: ora è lei che li nutre la mattina e la sera, lei si preoccupa della ciotola dell’acqua e costantemente cerca la loro attenzione rispettando gli spazi e i limiti che i due fratelli a quattro zampe hanno delineato. Avere un animale domestico in casa offre sicuramente un’alternativa ai pomeriggi davanti al televisore, insegna ai nostri figli il concetto di responsabilità, attenzione e cura verso gli altri.
Le malattie a cui i bambini possono venire esposti sono molto rare, perlopiù si tratta di forme parassitarie (vermi, funghi) e per questo è bene tenere controllato il vostro pet. Per i morsi e i graffi invece l’attenzione deve essere sempre alta: i bambini sono irruenti per natura e gli animali, per natura, si difendono. Insegniamo ai nostri figli il rispetto e la comunicazione, e ci accorgeremo che la tv sarà solo un raro passatempo.
a cura dott. ssa Roberta Sabattini
medico veterinario