Non molto tempo fa mi è capitato di partecipare ad un incontro con una classe di quarta elementare.
Mi sono trovata di fronte a ragazzi svegli, tecnologici e maturi, molto più di quanto ricordo di essere stata io alla loro età.
I ragazzi partecipavano attivamente alla discussione e sono emerse realtà differenti in merito alla loro conoscenza di approccio e gestione del piccolo animale domestico. Un bambino raccontava di come il suo cane, vissuto per molto tempo solo in bagno perché sporcava, era stato affidato ad un’altra famiglia. Altri si lamentavano del fatto che i loro gatti graffiavano nonostante lo “scodinzolare” della coda ignorando quello che il felino comunica muovendola: non disturbarmi!
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Quello che è emerso è una fotografia di giovanissimi confusi in merito al comportamento degli animali domestici il che può diventare pericoloso in certe situazioni. A differenza di 50 anni fa quando gli animali vivevano al margine della famiglia, oggi gli animali domestici mangiano vicino a noi, dormono con noi. Spesso si arriva ad umanizzare il cane e il gatto fino a trattarlo come un figlio.
Si è in parte perso il concetto di animale riconoscendolo come individuo diverso, appartenente a una specie precisa con fabbisogni e necessità. Internet non aiuta: ogni giorno sono pubblicati video in cui si ride quando un bambino abbraccia affettuosamente il molosso che ringhia: questo è solo il primo avvertimento che ignorato evocherà il morso magari non le prime dieci volte, ma succederà. Per cui cani che agli occhi appannati di genitori ineducati sono sempre stati buonissimi potrebbero “improvvisamente” ribellarsi e attaccare il disturbatore.
Se riguardo al mondo canino c’è confusione e contraddizione, il mondo felino è conosciuto alla maggior parte dei proprietari in modo approssimativo.
Ogni giorno parlo con famiglie alla prima esperienza di convivenza con gatti che graffiano il divano, urinano al di fuori della lettiera, rovesciano oggetti creando danni e disturbo. Perché accade? Il più delle volte sono proprietari convinti che siano gatti dispettosi e maleducati, ma in realtà manifestano un grave disagio che necessita di essere capito e corretto. Le incomprensioni che nascono dal non saper comunicare con gli animali fanno sì che spesso questi vengano abbandonati o rinunciati...
Fortunatamente esistono figure professionali che aiutano nella gestione come veterinari comportamentalisti, esperti in felinità ed educatori cinofili.
Riconoscere il problema e i propri limiti è il primo passo per una serena e duratura convivenza che vedrà uomo e animale vivere insieme nel rispetto reciproco.
a cura dott.ssa Roberta Sabattini
medico veterinario