Come sta la nostra colonna vertebrale?

I dolori alla schiena sono una cosa seria e meritano tutta la nostra attenzione. Per questo, e per prendere le giuste precauzioni in caso di difficoltà di movimento è bene conoscere al meglio le caratteristiche della nostra colonna vertebrale.

La colonna vertebrale è formata da sette vertebre cervicali, dodici dorsali, cinque lombari e quattro sacrali più il coccige. Le vertebre cervicali e le lombari formano una lordosi, quelle dorsali una cifosi.

Tra le vertebre ci sono dei “cuscinetti” che sono i dischi, formati da una parte esterna, l’anulus fibroso che è un tessuto elastico, e una massa gelatinosa sferoidale, di colore gialloide composto dall’88 % da acqua, il nucleo polposo.

Il disco è un protettore delle vertebre, capace di supportare gli sforzi di compressione a cui è sottoposta la colonna durante la nostra vita. Se per qualche motivo funzionale o strutturale il disco non tiene, si crea una protusione quando il nucleo è ancora contenuto nelle fibre dell’anulus, oppure si può formare un’ernia discale quando il nucleo è uscito con possibilità di riversarsi nel canale midollare (non sempre, per fortuna) comprimendo contro il legamento, il muscolo o il nervo a esso corrispondente.

Quando non vi è un interessamento nervoso ma solo un sovraccarico e una contrattura muscolare parleremo di cervicalgia, dorsalgia o lombalgia.

Se invece vi è un dolore radicolare infiammando il nervo e molte volte portando a un’ipotonia del muscolo che perde la sua funzionalità, parleremo di cervico-brachialgia o cervico-scapolare, lombo-sciatalgia o lombocrualgia.

Le cause della protusione o di un’ernia possono essere molte. La colonna ad esempio può perdere le sue curve fisiologiche con l’età e il lavoro o con una scoliosi giovanile non trattata.

Oppure la causa può essere una spondilo-listesi, cioè uno scivolamento di una vertebra sull’altra. Un trauma, che può portare a un “colpo di frusta” (cervicale) o a “un colpo della strega” (lombare). Osteoporosi e artrosi.

Potremmo elencarne altre, ma ogni colonna è a sé e va valutata non per il singolo problema, ma attraverso una globalità con il corpo.

Quindi una colonna dolorante non va trattata solo con anti-infiammatori dal proprio medico di base, ma valutata anche da uno specialista (un ortopedico, un fisiatra o neurochirurgo) a livello funzionale (un fisioterapista e osteopata) e del tono muscolare (personal trainer).

a cura dott. Simone Sanclimenti
fisioterapista