Endometriosi: non sottovalutiamo i sintomi per intervenire in tempo

Per questa uscita di Girotondo ho pensato di scrivere su una patologia femminile di cui oramai si sente molto parlare: l'endometriosi.

Si tratta di una malattia che viene sempre più spesso diagnosticata o sospettata in base ai sintomi riferiti dalla paziente

e che sta assumendo un ruolo sociale di notevole rilevanza, tanto da far nascere numerose associazioni di donne affette e di specialisti della materia, allo scopo di sensibilizzare il mondo scientifico e non al problema, anche attraverso eventi culturali apparentemente non collegati alla medicina, per esempio i concerti di musica classica come quello organizzato annualmente dal Policlinico “A. Gemelli”.

Per endometriosi s’intende la presenza di tessuto endometriale in sedi differenti dalla cavità uterina. Tale endometrio ectopico subisce le stesse modificazioni cicliche dell'endometrio eutopico in relazione alle varie fasi del ciclo mestruale, per cui si tratta di una malattia caratteristica dell'età fertile della donna e regredisce solitamente in menopausa.

Si parla di endometriosi interna o adenomiosi nel caso in cui il tessuto ectopico sia localizzato a livello del miometrio, e di endometriosi esterna, quando la localizzazione è extrauterina (legamenti utero-sacrali, ovaie, cavo del Douglas, peritoneo pelvico, salpingi, retto, sigma, vescica).

Occasionalmente si possono riscontrare anche localizzazioni extrapelviche, come quella polmonare, diaframmatica, ombelicale, o in corrispondenza di cicatrici di pregressi interventi chirurgici. 

Sebbene siano state finora ipotizzate numerose teorie sulla sua patogenesi, i fattori eziologici alla base dello sviluppo e della progressione della patologia non sono attualmente conosciuti; si ritiene al momento che la malattia endometriosica debba essere considerata una sindrome multifattoriale, in cui intervengono fattori ormonali, genetici, immunologici e ambientali.

I segni e sintomi più comuni sono il dolore pelvico, la dismenorrea (dolore mestruale), la dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) e l'infertilità.

Il tipo e la severità dei sintomi dipendono dall'estensione della malattia, dalla sua localizzazione e dagli organi interessati. Caratteristica peculiare della sintomatologia clinica è il suo acutizzarsi in prossimità della mestruazione, in maniera ciclica

Nonostante oggi si parli molto di endometriosi, la sua diagnosi non è sempre così immediata, tanto che esiste tuttora un ritardo diagnostico, inteso come lasso di tempo compreso tra la comparsa della sintomatologia dolorosa e la diagnosi definitiva, valutato intorno ai 9-11 anni. 11 anni di dolore in cui la donna vaga da uno specialistra all'altro, in cerca di una soluzione al suo calvario!!

In realtà la difficoltà diagnostica dipende anche dal fatto che la diagnosi di certezza è solo chirurgica, e più propriamente laparoscopica. Attraverso tale metodica è infatti possibile la visualizzazione diretta delle lesioni peritoneali, delle cisti endometriosiche, e della reazione aderenziale pelvica caratteristica dell'endometriosi profonda.

Per questo attualmente l'orientamento è quello di sospettare sempre la presenza di endometriosi in presenza dei classici sintomi, e di iniziare immediatamente una terapia medica sintomatica, allo scopo di inibire o ritardare la progressione della malattia attraverso l'interruzione della produzione ciclica degli ormoni ovarici, da cui gli impianti endometriosici dipendono. I farmaci più comunemente utilizzati sono i contraccettivi orali somministrati in modo continuo, i progestinici, il danazolo e gli analoghi del GnRH; tali dispositivi agiscono inducendo uno stato di pseudogravidanza o di pseudomenopausa, ma il loro effetto è limitato al periodo di utilizzo con elevato tasso di recidiva alla sospensione della terapia. Il trattamento chirurgico va limitato alle pazienti con cisti endometriosiche superiori ai 4-5 cm, a donne sintomatiche in cui la terapia medica non controlla efficacemente la sintomatologia, a pazienti affette da sterilità.

E' stato difficile concentrare in un articolo così una patologia così complessa; spero di avervi trasmesso l'importanza di comprendere e non sottovalutare alcuni sintomi di una malattia che ha un notevole impatto socio-economico, tanto da promuovere numerore campagne di sensibilizzazione anche a livello internazionale. E soprattutto spero di non avervi annoiato!! Alla prossima... •

a cura dott.ssa Claudia Filidi
ginecologo