Il raggiungimento del controllo sfinterico completo, sia a livello del retto che della vescica, si realizza gradualmente durante i primi anni di vita.
E’ un processo condizionato sia da fattori strettamente anatomici sia dal livello di sviluppo intellettivo del bambino, da fattori socio-emotivi, dalle influenze culturali, dallo stile educativo alla toilette e dalle interazioni stabilite tra genitori-bambino.
L'emissione ripetuta di urine, diurna o notturna, in modo involontario prende il nome di enuresi. La diagnosi può essere posta se gli episodi si verificano da almeno sei mesi in bambini di età di circa 5 anni.
L'enuresi viene definita:
- • primaria quando non è stato ancora raggiunto il controllo sfinterico per ritardo di maturazione dei meccanismi di controllo volontario della minzione o per cause organiche (malformazioni, infezioni urinarie, diabete, etc),
- • secondaria quando insorge dopo che sia stato raggiunto il controllo sfinterico, per un periodo di almeno 6 mesi, e rappresenta nella maggior parte dei casi una forma reattiva. L'enuresi, infatti, si può verificare in associazione a fattori che causano tensioni di natura psicologica nei bambini, ad esempio la nascita di un fratellino, un ricovero in ospedale, l'inizio della scuola, divorzio dei genitori, lutti, etc.
L'enuresi viene considerata patologica dalla preadolescenza (11-14 anni) in poi. Il percorso diagnostico prevede accertamenti clinici (accurata raccolta anamnestica: insorgenza, frequenza degli episodi, presentazione diurna/notturna) e strumentali (esame urina, ecografia vescicale) per escludere che alla base del disturbo ci siano cause organiche-anatomiche, soprattutto nel caso della forma primaria, e valutazione dello sviluppo neuropsicologico del bambino.
Il trattamento dipende dalla natura del disturbo e prevede delle metodiche di condizionamento associate o meno alla terapia farmacologica. E' necessario seguire comunque una corretta educazione all'igiene urinaria, una riduzione dell'introduzione dei liquidi prima di andare a dormire e le tecniche di risveglio per favorire l'utilizzo della toilette.
Inoltre vanno forniti al bambino rinforzi positivi quando gli episodi si riducono per sostenerlo e tranquillizzarlo; non è opportuno rimproverarlo.•
a cura Dott.ssa Mariangela Pinci
Neuropsichiatra Infantile