La patologia di relazione ha infiltrato profondamente la nostra società.
I nostri quotidiani sono letteralmente intrisi di sangue.
Dato oggettivabile, scevro da qualsivoglia sensazionalismo.
LA FAMIGLIA IMPLODE TRAGICAMENTE, sotto i nostri occhi.
Ed ecco che, a fronte di questo, è con forza crescente e rinnovato vigore che poniamo l'accento sulla necessità di agire in termini di prevenzione primaria e secondaria, di "cultura del benessere", di sostegno ed affiancamento.
Lasciamo l'orrore, lo stupore, il brusio all'opinione pubblica.
I dibattiti ai talk-show.
Le condanne ai ministri della giustizia.
Noi scegliamo di avviare una riflessione di senso sul deterioramento di quella che è e dovrebbe rimanere la cellula strutturante, il modulo basilare, il mattone primo della società: la famiglia.
Noi scegliamo di recepire tra le righe delle drammatiche evenienze che stanno solcando il nostro quotidiano, un segnale di profonda sofferenza che coinvolge ed interessa la società tutta.
Una società che si vede fiaccata la progettualità e lo slancio verso il futuro.
Nello sguardo dei giovani che si spegne, in quello usurato degli ultrasessantenni inchiodati al posto di lavoro, per mantenere competenti e specializzati figli laureati con la paghetta.
Nell'agonia della piccola e media impresa, fiscalmente portata all'eutanasia.
Nel suicidio degli imprenditori.
Nei figli che non possono permettersi il lusso di avere figli o qualcosa di più di una cemeretta a 40 anni.
Nella totale inaccessibilità al mondo del lavoro: una scatola coriacea ed impermeabile da cui gli anziani non riescono ad uscire ed in cui i giovani non riescono ad enrare.
Nel tracollo delle istituzioni, della sanità e dell'istruzione pubblica, nella letargia colpevole della macchina della giustizia, nell'assenza di un vero e proprio stato sociale degno di tale nome.
In una crisi economica che sembra divaricare intenzionalmente e a tavolino la forbice tra poveri e ricchi.
Una lettura sinergica, ad ampio spettro, propriamente sociologica, si vede necessaria.
E' in momenti di forte tensione sociale, come quello che viviamo, che il richiamo alla responsabilità individuale, all'assunzione di un senso di appartenenza comunitaria si fanno ancora più doverosi.
AIUTIAMO LA GENTE QUANDO L'AIUTO PUO' ANCORA FARE LA DIFFERENZA.
NON ARRIVIAMO CON GLI STRACCI PER RACCOGLIERE IL SANGUE E CONSEGNARE "IL MOSTRO" ALLE PATRIE GALERE ED ALLE TELECAMERE DEI REPORTER.
AGIAMO QUANDO L'AZIONE E L'INTENZIONE CHE LA MUOVE PUO' ANCORA CAMBIARE LE COSE.
In quest'ottica abbiamo scelto di lavorare noi del GIROTONDO.
Lontani temporalmente e fisicamente dall'atto estremo ma solo in apparenza.
Profondamente coscienti dell'importanza e della differenza che può fare ESSERCI A MONTE.
Nell'ideale intenzione di contribuire col vostro aiuto, nel nostro piccolo, a colmare il vuoto che tuttoggi esiste nel SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA e, in modo particolare, AI GENITORI.
Nella convinzione che esiste un'unica possibilità per avere dei bambini felici: dei genitori sani.
E' con l'investimento sul presente che intendiamo assicurare il futuro.
Non tamponiamo l'emergenza, operiamo in modo da prevenirla.
FATELO INSIEME A NOI.
a cura della Dott.ssa Sabrina Anastasi
psicologo clinico