I bambini hanno bisogno di giocare!!!

Il gioco di movimento, senso-motorio, inizia nel secondo anno di vita, quando il bambino impara a camminare e diventa padrone dei propri movimenti...migliorando progressivamente le sue capacità

fino a poter correre, arrampicarsi, saltare, scivolare, con piacere ed intensità sia fisica che emotiva.

E’ un modo per conoscere e conquistare il mondo ed è un esperienza che viene vissuta con entusiasmo dal bambino, interessato, almeno fino ai primi anni della scuola primaria, non tanto alla performance, ma alla soddisfazione di esprimere le potenzialità del proprio corpo, qualunque esse siano.

I genitori dovrebbero sapere che il gioco di movimento è uno strumento che il bambino ha a sua disposizione per costruire la sua identità, perché questa ha, in particolar modo nell’infanzia, un’importante dimensione corporea.

I bambini piccoli, soprattutto nei primi tre anni di vita, stanno costruendo la propria personalità e stanno differenziandosi dalla figura adulta compiendo il processo di separazione-individuazione teorizzato dalla psicologa M. Mahler nel suo famoso libro La nascita psicologica del bambino.

In questo processo anche il gioco di movimento riveste un ruolo fondamentale e deve essere vissuto pienamente per tutta l’infanzia, fino a quando, verso gli 8/9 anni, il piacere del gioco si sposta dall’uso gratuito del movimento e delle proprie potenzialità corporee al risultato e al controllo del movimento.

E’ così che i salti, le cadute, lo strisciare, l’arrampicarsi, i giochi di equilibrio-disequilibrio, aiutano il bambino a percepire i propri confini corporei e a sentire che il proprio corpo delimita un Io separato da un non-Io, un Io struttura psichica di cui il corpo è la sede che lo racchiude e delimita.

Il gioco di movimento dei bambini è espressione di un’importante tappa evolutiva dell’infanzia ed e’ per questa ragione che in tutte le culture i bambini fanno da sempre gli stessi giochi con lo stesso piacere e intensità.

a cura dott.ssa Silvia Laffi
psicomotricista