I giochi di una volta: molta fantasia e tanto divertimento!

I nostri nonni raccontano come tanto tempo fa riuscivano a divertirsi avendo a disposizione materiali poveri, un bicchierino di latta, un manico di scopa, una palla di pezza. All’improvviso rivivono antiche viuzze e sterrate piazzette, piene del vociare continuo di frotte di ragazzini, tutti intenti allo stesso gioco.

“La ruzzica” si fa con un mattone di terracotta che viene arrotondato lentamente utilizzando un sasso di materiale più duro. Alla fine si liscia fregandolo su una pietra bagnata.

Una volta confezionata “la ruzzica” si gioca cercando di lanciarla più lontano dei compagni di gara.

Vince chi riesce a farla correre per un tratto più lungo.

Per “lo fischietto” si prendono i noccioli delle albicocche, si sfregano lungamente su una pietra bagnata o sulle scale di peperino o sui selci inumiditi fino a bucarlo. Si lava il mezzo nocciolo rimasto e si fischia soffiando sopra il buco.

“Il battimuro” consiste nel battere violentemente i soldi contro un muro qualsiasi. Vince chi riesce a piazzare il proprio soldo vicino a quello dell’avversario a una distanza minore della lunghezza del palmo della propria mano.

“La palla di pezza” è il gioco del calcio, giocato in modo rudimentale utilizzando una palla fatta di stracci cuciti. Il gioco si svolgeva nelle piazzette e nei vicoli del paese.

“La stella” è il famoso gioco dell’aquilone. Si realizza ritagliando a forma di rombo un foglio di carta colorata, per tenerlo ben teso gli si applica sotto un arco di canna spaccata attaccato con colla di farina. A uno dei vertici si applicano striscioline come coda. La stella si lancia con un lungo filo nelle belle giornate di primavera.

“La corda” è un gioco ancora oggi conosciuto. Due ragazze fanno girare una corda tenendola ognuna per una delle estremità. Una terza compagna entra senza che loro si fermino e salta secondo il ritmo e la velocità con cui le due decidono di far girare la corda. Chi sbaglia va a girare la corda mentre l’altra salta. •

a cura di Francesca Cristofari