I papà del terzo millennio tra visite ginecologiche, ecografie e sala parto

Nella mia seppur breve carriera professionale ho visto cambiare la figura e il ruolo dell'uomo, che ha accanto una compagna in dolce attesa.

All'inizio mi capitava di incontrare “maschi” che non volevano entrare in ambulatorio durante la visita della loro partner, per paura di sentirsi a disagio.

A volte neanche la possibilità di vedere o sentire il cuoricino di quel “fagiolino” li allettava a tal punto da superare remore e timori.

Oggi sempre più frequentemente mi trovo di fronte uomini attenti, pronti a rispondere a domande su ultima mestruazione, perdite vaginali e disturbi vari della loro compagna, prima ancora che questa abbia avuto il tempo di aprire bocca. 

Sono i nuovi “papà in attesa”, quelli che sanno tutto di gravidanza e allattamento come un ginecologo provetto, che presenziano a ogni visita ed ecografia per vedere il “piccino” in diretta, che partecipano al corso preparto soprattutto nella puntata dedicata al papà, che fanno shopping premaman assieme alla mamma, scoprendo reparti di negozi dove mai nessun uomo era giunto prima, e che si aggireranno per la città con marsupio e passeggino, orgogliosi del loro pargoletto come pavoni!! 

Non sono creature aliene, ma i papà di oggi, che hanno provato una sensazione di felicità appena saputo di essere in attesa, seguita a ruota da preoccupazione e senso di peso per la nuova responsabilità, senza contare che dovranno avere la pazienza di un monaco buddista per far fronte alle paure di lei e ai suoi continui sbalzi di umore....

Per gli uomini il processo per diventare papà è un po' più lungo rispetto alla donna, che vede trasformarsi il corpo, sente i movimenti del bambino e si sente mamma fin dall'inizio.

Per l'uomo il discorso è diverso: certo arriverà il momento in cui poggiando una mano sulla pancia della compagna potrà sentire il bambino muoversi, ma sarà solo quando lo vedrà in carne e ossa che si sentirà finalmente un papà. 

Forse proprio per potersi appropriare al più presto del loro ruolo, sono sempre di più gli uomini che decidono di accompagnare la loro donna in sala parto e di assisterla durante il travaglio e il parto: un modo per incoraggiarla e magari condividere anche con l'esterno l'emozione del lieto evento, attraverso selfie e filmati in diretta!! 

Se fino a qualche decennio fa, il parto riguardava solo le neo-madri, e gli uomini erano relegati a lunghe ore in sala di attesa, ora la presenza del partner in sala parto (con o senza smartphone!) è sempre più frequente, e 9 uomini su 10 partecipano all'atto conclusivo della gravidanza.

Certo è estremamente facile e probabile che qualcuno di questi nuovi papà si emozioni al tal punto da perdere i sensi. Gli svenimenti sono all'ordine del giorno: facilmente si intercetta il papà a rischio mentre impallidisce e barcolla, così da invitarlo a uscire o quanto meno a sedersi, per evitare che precipiti a terra, o peggio ancora sulla donna, al primo vagito del nascituro. 

Comunque, cari nuovi papà, tranquilli: tutto quello che dovrete affrontare in sala parto è solo una goccia di quell'oceano di felicità che è il vostro bimbo; e per voi neomamme aver avuto accanto il vostro compagno nel momento più delicato della vita, non fa forse diminuire il dolore, ma fa un sacco di piacere, e sicuramente i ricordi di quei momenti non sarebbero gli stessi senza l'immagine di lui mezzo svenuto dal sonno e dalla fame, accartocciato su una sedia per i rigori dell'aria condizionata!•

a cura dott.ssa Claudia Filidi 
ginecologa