Tra incredulità e paura nasce un papà

Non c’è dubbio che, con il passare degli anni, il ruolo del papà è notevolmente cambiato; il momento della gravidanza, del parto e della cura del neonato evidenziano maggiormente la profonda trasformazione di questa figura.

I futuri papà partecipano sempre di più e con particolare attenzione a questi eventi, incuriosendosi, chiedendo, emozionandosi.

Il viaggio della gravidanza e del parto è per i papà un processo di attesa e di esperienza, soprattutto interiore, perché mentre la mamma porta il bambino in grembo e gode di tutte le sensazioni che questo le invia, il papà lo porta nel cuore e nella mente, vivendo di riflesso le esperienze della propria compagna.

Per questo sempre più papà chiedono di essere maggiormente coinvolti in questo percorso.

La loro presenza e vicinanza è fondamentale per il corretto supporto e sostegno alla donna in attesa, ma soprattutto per la creazione di un profondo legame con il nascituro.

Fin dal test di gravidanza i papà partecipano fisicamente ed emotivamente all’evolvere del percorso: visite, controlli, ecografie…

Poi, nell’intimità della propria casa, si lasciano andare a tenerezze rivolte alla pancia, ci giocano, ci parlano, la accarezzano, la colorano, rivolgono le emozioni private in questo coinvolgimento importante.

Partecipano sempre di più ai corsi di accompagnamento alla nascita, sono bravissimi, sanno tutto, e si rilassano quando capiscono che c’è tutto il tempo per arrivare tranquillamente in ospedale e che, a differenza dei film, la rottura delle acque non corrisponde ad un parto imminente!

E così aspettano l’avvio di questo famoso travaglio, ogni tanto si svegliano di notte buttando un occhio alla propria compagna per vedere se è tutto ok, guardano costantemente il cellulare quando sono a lavoro in attesa di una chiamata.

E poi…una notte…eccolo li che forse qualcosa si muove…

Allora prendono alla lettera un compito, monitorare le contrazioni: sono li con l’orologio in mano e cercano di ricordare tutto quello che l’ostetrica ha detto loro al corso, quando è il momento di andare in ospedale.

Per loro il viaggio da casa in ospedale dura un’eternità!

Poi finalmente arrivano e bussano insistentemente alla porta del pronto soccorso come se il bambino stesse per nascere da un momento all’altro; e c’è attesa, tanta attesa, una volta giunti in sala travaglio, perché ogni bambino ha i suoi tempi. Lì cercano di rendersi utili attraverso massaggi, parole confortanti ma alla fine è la sola presenza a essere di aiuto alle loro compagne, il solo tenerle la mano.

Poi finalmente arriva il momento del parto, l’adrenalina a mille, la paura per il dolore e la sofferenza e poi……. Eccoli li che si sciolgono in un pianto di emozione pura alla vista del loro bambino e all’unione della nuova famiglia. E vedere questa scena da fuori ti commuove davvero!

Tutto assume una dimensione differente, finalmente possono toccare quello che sentivano che si muoveva dentro la pancia fino a poche ore prima e tutto diventa reale; il bambino stesso riconosce quella voce che sentiva tutte le sere da fuori.

Tra incredulità e paura nasce un papà.

E da li in poi la vita sarà diversa, tutta nuova, tra pannolini, pianti, sorrisi e tutto quello che caratterizzerà ogni fase della crescita; guidati dall’amore paterno, si riscopriranno in un ruolo caratterizzato da mille sfaccettature, da gioie e da responsabilità, convinti del fatto che sia sempre un grande dono.

a cura dott.ssa Simona Marocchini
ostetrica