Il gioco spontaneo e il loro sviluppo emotivo

Nella prima infanzia il gioco spontaneo riveste un’importanza fondamentale per lo sviluppo del bambino

Giocare è un modo per conoscere il mondo, per soddisfare la curiosità attraverso il corpo e i canali sensoriali che mettono in comunicazione il bambino con la realtà che lo circonda, fatta di spazi, oggetti, adulti e coetanei. Giocare bene e con piacere aiuta a esprimere le proprie potenzialità sia nel movimento che a livello cognitivo ed emotivo. 

I giochi nel primo anno di vita, sono di tipo senso-motorio: attività di movimento che permettono al bambino di vivere esperienze positive cariche di emozione.

Il piccolo inizia così 

a costruirsi la propria identità di persona separata dal mondo esterno, consapevole del proprio corpo e delle possibilità crescenti che esso gli offre per agire sulla realtà e modificarla. 

I sensi, in particolar modo il tatto, permettono al bambino di sperimentare ed esplorare ciò che lo circonda alla ricerca di sensazioni ed emozioni che lo rassicurano e lo rendono fiducioso nelle sue capacità, che crescono e si diversificano giorno per giorno.

Anche i giochi 

del “far finta”, che emergono nel secondo anno di vita, favoriscono la maturazione del bambino a livello cognitivo ed emotivo. I bambini impegnati a giocare alla famiglia o che fingono di essere animali, eroi o principesse, stanno vivendo esperienze emotivamente coinvolgenti che spesso aiutano a capire meglio la realtà vissuta e a superare la quotidiana fatica della crescita: eventuali paure, gelosie o anche preoccupazioni legate a esperienze difficili che la famiglia sta vivendo. 

È anche il gioco 

in cui il bambino sviluppa le sue capacità di comunicazione e di relazione, e migliora progressivamente il linguaggio. 

Un particolare tipo di gioco - che emerge man mano che il bambino cresce e che è destinato ad acquisire sempre maggior importanza anche alla scuola primaria - è il gioco rappresentativo.

Qui il bambino si esprime attraverso il canale grafico, la pittura, la manipolazione, la scultura: in questo caso non è tanto importante il prodotto artistico, ma il processo attraverso cui il bambino può sperimentare, da solo e in gruppo, materiali diversi.

Grazie a questo canale

il bambino allena le proprie capacità di concentrazione e attenzione, ed esprime pensieri, emozioni, stati d’animo, interagisce con gli altri e afferma ancora una volta la propria identità e personalità, rafforzando la propria autostima e la fiducia nelle proprie capacità.

di Silvia Laffi 
psicomotricista