Diventare genitori: come costruire le fondamenta di una relazione piena d’amore.
Il tuo bimbo è così piccolo che a volte ti senti in difficoltà? Lo tieni in braccio nel cuore della notte e non sai se il suo pianto sia fame, sonno o qualcos’altro. Per un attimo ti senti il genitore meno preparato del mondo. Ma nessuno nasce sapendo leggere i bisogni di un neonato.
Perché i primi anni di vita sono così importanti per lo sviluppo del bambino?
La prima infanzia è una fase particolarmente delicata nello sviluppo di ogni bambino. Le numerose ricerche condotte negli ultimi decenni testimoniano che proprio nei primi anni di vita si pongono le basi della crescita intellettuale, emotiva e morale di ogni individuo.
L’attenzione si concentra, in particolare, sulla cura quotidiana dei bambini tra zero e tre anni e sulla qualità delle relazioni che accompagnano la loro crescita. Come evidenziato da T. Berry Brazelton e Stanley I. Greenspan nel libro I bisogni irrinunciabili dei bambini, le esperienze dei primi anni sono fondamentali per lo sviluppo e il benessere psicofisico.
Ma quanta responsabilità possono sentire i genitori di fronte a queste considerazioni?
Le difficoltà dei primi mesi: perché tanti genitori si sentono soli?
Quando nasce un bambino, nascono anche una mamma e un papà che devono imparare a conoscersi e a costruire una nuova relazione. I primi giorni e mesi possono essere meravigliosi, ma anche molto impegnativi.
Spesso i genitori si ritrovano soli ad affrontare le difficoltà quotidiane, cercando di capire come rispondere ai bisogni del proprio bambino e come aiutarlo a crescere felice, sicuro di sé, creativo, intelligente ed emotivamente sano.
A tutto questo si aggiunge la pressione di dover essere all’altezza delle aspettative, proprie e altrui.
Non è raro, infatti, che mamme e papà non si concedano di riconoscere le proprie fragilità, ripetendosi: «Da sempre le mamme e i papà se la sono cavata. Anche io devo farcela da sola, da solo!».
Da un certo punto di vista è vero: ogni mamma e ogni papà ha le potenzialità per essere il miglior genitore per il proprio figlio. Ma quante interferenze, provenienti da dentro e da fuori, possono rendere questo compito più difficile?
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Come affrontare le difficoltà della genitorialità senza sentirsi inadeguati?
Il primo passo è concedersi di riconoscere ed esprimere le proprie difficoltà e i propri bisogni.
Non significa essere genitori meno capaci. Significa, al contrario, aprirsi alla possibilità di comprendere meglio sé stessi e il proprio bambino.
Un passo successivo è permettersi di accogliere gli insegnamenti di professionisti esperti, capaci di offrire informazioni e metodi sicuri e rispettosi per sostenere la cura e lo sviluppo del neonato.
La genitorialità non deve essere necessariamente un percorso solitario. Riconoscere la possibilità di entrare a far parte di una comunità nata per sostenere i genitori nella crescita dei propri bambini può fare una grande differenza nella qualità della vita familiare e nella cura dei piccoli.
Come costruire una relazione piena d’amore con il proprio bambino?
Il percorso Diventare genitori: come costruire le fondamenta di una relazione piena d’amore accompagna i genitori e il loro bebè dalla gravidanza al primo anno di vita, un periodo meraviglioso ma molto impegnativo.
Al centro del lavoro c’è l’importanza della relazione e del legame tra genitore e bambino, secondo l’approccio del Pronto Soccorso Emozionale (PSE).
L’obiettivo è sostenere mamme e papà nella comprensione dei bisogni del neonato, aiutandoli a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie risorse per affrontare le sfide quotidiane dei primi mesi di vita.
Quali temi affronteremo durante il percorso?
Gli incontri introdurranno alcuni temi centrali della vita con il bebè, secondo i fondamenti del Pronto Soccorso Emozionale:
- La relazione con il proprio bambino a partire dalla gravidanza: come iniziare a costruire il legame e prepararsi all’incontro.
- Il linguaggio del bambino: imparare a osservare e riconoscere i segnali con cui il neonato comunica i propri bisogni.
- L’allattamento: affrontare questa esperienza con maggiore consapevolezza, senza il peso dei giudizi e delle aspettative.
- Il pianto: cercare di comprenderne il significato e trovare modalità per affrontare i momenti di difficoltà.
- Il sonno: conoscere meglio una delle sfide che possono mettere maggiormente alla prova i genitori nei primi mesi.
Che cos’è il Pronto Soccorso Emozionale e come può aiutare i genitori?
Il Pronto Soccorso Emozionale è un approccio di terapia corporea che aiuta i genitori a diventare più consapevoli delle proprie risorse, considerando quattro livelli del proprio vissuto: il corpo, le emozioni, i pensieri e il legame con l’altro.
Questi aspetti sono strettamente connessi e possono influenzare il modo in cui affrontiamo le situazioni quotidiane con i nostri bambini.
Imparare ad ascoltare ciò che accade dentro di noi può aiutarci a essere più presenti nella relazione con il neonato, anche nei momenti di maggiore fatica. L’attenzione all’unicità di ogni persona e di ogni famiglia è un elemento centrale di questo approccio.
Durante gli incontri, oltre agli aspetti teorici, saranno proposti esercizi corporei e pratiche esperienziali da integrare nella quotidianità.
L’intento è offrire strumenti che possano essere utilizzati concretamente nella vita di tutti i giorni, quando il pianto sembra inconsolabile, le notti sono difficili o ci si sente sopraffatti dalle responsabilità.
Si può partecipare al percorso con il proprio neonato?
Sì. Poiché il Pronto Soccorso Emozionale pone al centro la consapevolezza e il rafforzamento del legame tra genitore e bambino, durante gli incontri è prevista la possibilità di partecipare con il proprio neonato, insieme a uno o entrambi i genitori.
La presenza del bambino non è indispensabile, ma è possibile e consigliata.
Questo permette di vivere il percorso tenendo conto della relazione reale tra genitore e bambino e delle esigenze specifiche di ciascuna famiglia.
Come sentirsi più sicuri nei primi mesi con il proprio bambino?
Diventare genitori significa imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Non esiste una risposta pronta per ogni situazione e non è necessario sapere sempre cosa fare.
Concedersi di chiedere aiuto, comprendere i propri bisogni e imparare a leggere quelli del bambino può aiutare a vivere questa fase con maggiore serenità e consapevolezza.
Con questo percorso potrai sentirti meno sola o solo e più presente fin dai primi giorni con il tuo bambino. Potrai imparare a riconoscere i suoi segnali, invece di andare in ansia per ogni pianto, vivere l’allattamento senza il peso dei giudizi e dei «si dovrebbe» e affrontare le notti difficili con più strumenti e meno paura.
Perché prendersi cura del proprio bambino significa anche trovare lo spazio per prendersi cura di sé.
Partecipa al percorso
Se stai vivendo le prime fasi della genitorialità e senti il bisogno di comprendere meglio il tuo bambino, rafforzare il vostro legame e affrontare con maggiore consapevolezza le difficoltà quotidiane, questo percorso che fa parte dell’Academy “Essere Genitori Oggi” può offrirti uno spazio di ascolto, apprendimento e confronto.
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Chiedere un sostegno non significa essere meno capaci come genitori. Significa riconoscere il valore del proprio cammino educativo e cercare le risorse per affrontarlo.
Su di me
Silvia Pelle, counselor relazionale a indirizzo Voice Dialogue, consulente Pronto Soccorso Emozionale, esperta in morfosicologia e trainer di BodyMindDialogue®, accompagna i genitori nella comprensione dei bisogni dei bambini nei primi mesi di vita, con particolare attenzione alla relazione genitore-bambino specificamente rivolto al periodo che va dal concepimento ai 3-4 anni di età del bambino.

SILVIA PELLE
counselor e coach relazionale, consulente di Pronto Soccorso Emozionale genitori-figli
CONTATTI web: silviapelle.com
tel. 328.707.66.80
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