L’ecologia è quotidianità, i bimbi lo sanno?

I nostri figli stanno crescendo in una realtà sempre più orientata alla sensibilizzazione ambientale. Nelle città si fa la raccolta differenziata, si insegna a riciclare sia con giochi educativi sia sui libri scolastici, ma è ben chiaro ai bambini il perché lo si fa?

Oltre alle spiegazioni più facili come «perché se non ci sono gli alberi, noi non riusciamo più a respirare» e «perché l’acqua è un bene prezioso», sanno altro? I bambini forse dovrebbero capire che l’ecologia fa parte della nostra quotidianità. Tenere pulita la camera, provare a riutilizzare ciò che non usiamo più o darlo a chi ne può avere bisogno porta a non accumulare oggetti nei cassonetti dell’immondizia e quindi nell’ambiente.

È importante abituarli a guardare cosa c’è abbandonato per terra quando camminano per la città, in montagna o al mare, e insegnare loro che si tratta di oggetti comuni che vengono gettati da chi non solo non rispetta l’ambiente, ma non rispetta nemmeno i suoi abitanti.

In sostanza, credo che sia giusto e importante insegnare l’ecologia, ma forse andrebbe fatto in modo che i piccoli possano sperimentare e toccare con mano quello che gli viene spiegato.

Magari una gita scolastica al centro di riciclaggio potrebbe stimolare la loro curiosità nel ricercare gli oggetti realizzati con il materiale riciclato con cui entrano in contatto e indurli a preferirli quando devono acquistare qualcosa. Temo, infatti, che se l’ecologia rimane associata solo ad una materia scolastica, alla cosa in più che la mamma o il papà ti chiedono di fare, rischi di diventare un peso e perda di significato.

In fondo, le cose che non dimentichiamo sono quelle che più ci piacciono, ci stupiscono, che ci fanno venire la voglia di raccontarle e tutto ciò sarebbe perfetto per una tematica così rilevante. Sicuramente questo richiede un grande impegno e più costanza per noi genitori, ma d’altra parte si tratta delle nostre case, strade, spiagge, colline e della nostra Terra. E ciò non può lasciarci indifferenti.

a cura dott.ssa Elena Maccaferri
psicologa, psicoterapeuta cognitiva