L’occhio pigro dei bambini: attenzione a non sottovalutarlo!

Avete mai sentito parlare di ambliopia o di occhio pigro? Dovete sapere che il sistema visivo in un bambino si sviluppa gradualmente:

egli nasce con un acuità visiva, o visus, molto basso che man mano nella crescita migliora e si affina fino ad arrivare al suo completamento tra i 7 e gli 8 anni. Fino a questa età infatti il sistema visivo viene definito "plastico", vale a dire soggetto a modificazioni, sia in positivo che in negativo. Cosa intendiamo con il termine ambliopia? E' una condizione di ridotta acuità visiva, solitamente monolaterale (da una sola parte), causata da un ostacolo ad un normale input sensoriale, insorto durante il periodo critico e passibile di un recupero totale o parziale, mediante idoneo e tempestivo trattamento riabilitativo. Quindi una ridotta acuità visiva che non sottende ad una alterazione anatomo-patologica, ma solamente ad una scarsa stimolazione del sistema visivo. 

L’ambliopia ha una prevalenza tra 1 e 3% nella popolazione infantile e, ove non trattata, costituisce la maggiore causa di riduzione visiva nelle prime quattro decadi della vita. 

La storia naturale del deficit visivo dovuto ad ambliopia non prevede alcun miglioramento spontaneo: gli effetti dell’ambliopia sono durevoli per tutto il corso della vita e la patologia è curabile solo in età precoce, perciò una diagnosi e un trattamento tempestivo rappresentano gli obiettivi ideali da perseguire. Se non trattata, l’ambliopia in età adulta incide negativamente sulla qualità della vita, aumenta i costi sociali e riduce la possibilità di accesso a varie carriere lavorative. E’ stato stimato che il numero di possibilità lavorative di un individuo ambliope decresce proporzionalmente all’aumentare dell’entità del deficit. 

Diventa allora fondamentale lo screening ortottico per individuare e correggere il più precocemente possibile tali patologie oculari, il quale può essere eseguito solamente dalle due figure professionali che sono abilitate a farlo, vale a dire gli ortottisti e gli oculisti. 

Con varie manovre e test specifici si può stabilire la presenza o meno del deficit, stabilirne l’entità ed iniziare la terapia riabilitativa. Va tenuto presente che questi test sono poco invasivi e facilmente accettati dai bambini, che li percepiscono come dei veri e propri giochi. Risulta fondamentale eseguire visite specialistiche in precise tappe della crescita, che corrispondono a specifiche progressioni del sistema visivo. Sarebbe opportuno effettuare controlli alla nascita, all’età di 9 mesi, a 3 anni e prima della scolarizzazione a 6 anni.

Bisogna tener conto infine del fatto che accade di rado che i bambini lamentino qualche problema relativamente alla vista. E’ compito quindi dei familiari l’osservazione dei loro comportamenti sospetti e l’assicurarsi la loro buona salute per evitare o minimizzare problemi in età adulta. Un intervento tempestivo può migliorare o risolvere quasi sempre una situazione critica. Per ulteriori chiarimenti e approfondimenti è consigliabile rivolgersi a specialisti nel settore.•

a cura dott. Giuseppe Muraca
medico chirurgo specialista in Oftalmologia

e dott. ssa Cervi Fabiana
ortottista, assistente in Oftalmologia