SOS psicologo: quando serve e come sceglierlo?

 È importante sottolineare che non serve avere un problema psicopatologico per rivolgersi a uno psicologo poiché la psicologianon si occupa solo di malattia ma anche di benessere e periodi di vita faticosi. Ad esempio, potresti chiedere una consulenza solo per imparare a gestire in modo più funzionale uno specifico stato d’animo.  In ogni caso, ci sono alcunicampanelli di allarme che possono aiutarti a comprendere se la tua difficoltà rischia di trasformarsi in un problema psicologico vero e proprio.

Le persone di cui ti fidi hanno iniziato a dirti che sei cambiato e che avresti bisogno di un aiuto?
Passi molto tempo a pensare al tuo problema e a cercare un modo per risolverlo? Il problema ti sembra insostenibile? Le hai già provate tutte ma niente sembra funzionare? La tua difficoltà ti sta portando problemi in altre aree della tua vita (casa, partner, amici, lavoro, studio)?Infine, da quando convivi con il tuo problema, la tua routine è cambiata? Stai rinunciando a fare attività che prima ti piacevano o che facevi tranquillamente? Se ti sei riconosciuto in due o più di questi campanelli di allarme, può essere utile chiedere un parere ad un professionista.

Come scegliere uno psicologo? 
Vorrei farti una premessa: non esiste lo psicologo giusto, esiste lo psicologo giusto per te. Vediamo insieme quali sono cinque passi per orientarti in questa scelta. 

1° passo: cerca nominativi
Chiedi al tuo medico di famiglia, ad altri professionisti della salute di cui ti fidi oppure informati da amici e parenti.Utilizza Google, entra nel sito internet di qualche professionista o nella sua pagina social (Facebook, Linkedin) e dai un’occhiata al contenuto dei suoi articoli; potrai già iniziare a farti una prima idea su di lui/lei.

Ricordati sempre di controllare che tutti i professionisti che hai individuato siano regolarmente iscritti all’Albo degli Psicologi(sito: Consiglio Nazionale Ordine Psicologi > Albo nazionale). 

2° passo: raccogli informazioni
È importante che tu capisca a quale utenza si rivolge quel professionista (adulti? bambini? adolescenti?) e di quali problematiche si occupa. Infatti, anche se ti è stato consigliato o se ti è piaciuto a primo impatto, non significa necessariamente che possa fare al caso tuo. Ricordati di non sottovalutare aspetti pratici (dove riceve, il parcheggio).

3° passo: chiama!
È importante ottenere altre informazioni per fare una scelta. Ricordati che è un tuo diritto risolvere i tuoi dubbi e che non è scritto da nessuna parte che tu debba prendere un appuntamento alla fine della chiamata; puoi tranquillamente dire che, nel caso, chiamerai più avanti. Nella valutazione della chiamata, fatti trasportare anche dalle tue sensazioni di pancia.

4° passo: il primo colloquio
Il fatto che tu ti trovi qui, non significa che hai già scelto
. Il primo colloquio, sempre ricco di emozioni e sensazioni diverse, è lo strumento d’eccellenza per capire se quel professionista può essere il migliore per te. Il mio consiglio è quello di provare a prendere nota, mentalmente, di ciò che viene detto e come ti senti prima, durante e dopo il colloquio. 

5° passo: la scelta
Riporta alla memoria quelle informazioni che ti avevo consigliato di registrare mentalmente e domandati se ti sei sentito sufficientemente a tuo agio e se il terapeuta ha tenuto conto dei tuoi obiettivi e ti ha incluso nelle decisioni. Se non sei rimasto soddisfatto, non avere fretta di rinunciare; la tua salute psicologica è importante, vale la pena riflettere su cosa è andato storto.

Di Chiara Milani
Psicologa

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