Ciò che stiamo vivendo in questo tempo di Covid non è più “la normalità abituale”, ma piuttosto uno stato straordinario di cui non abbiamo ancora la misura esatta e su cui regnano scenari ambigui, incerti e spesso negativi. Cosa ci può rendere giorno dopo giorno più capaci di fronteggiare e adattarci a questa nuova normalità?
Così come i bambini hanno bisogno di fare esperienze rassicuranti, di continuità e che attivino in loro un senso di protezione, anche noi grandi abbiamo necessità di trovare ciò che ci dà sicurezza e sostegno.
Questi bisogni importanti li sperimentiamo a partire da abitudini contenitive, che però in questo periodo sono alterate o poco presenti. In un caleidoscopio di emozioni spesso spiacevoli in cui potremmo faticosamente sostare, diamo forma ad alcune esperienze alleate, per crearci un nuovo utile rituale quotidiano.
Ecco tre dimensioni esperienziali concrete da ricordare e praticare per ridefinire e ricostruire le nostre giornate in modo benefico.
01 - il buono:
troviamo a fine giornata le esperienze buone e positive vissute: in noi, nelle relazioni con gli altri e in ciò che è accaduto. Nonostante le scomodità, ricordiamo piccole cose positive e buone: azioni, sensazioni, parole, emozioni, gesti significativi sperimentati.
In un contesto in cui il disagio domina, questo ci aiuta a spostare consapevolmente la nostra attenzione (che spontaneamente viaggia verso il negativo incontrato) su ciò che di buono C’E’ e CI APPARTIENE. È un allenamento da fare spesso per sentirci radicati in esperienze arricchenti vissute (forse non subito riconoscibili) e rafforzare la sicurezza in noi stessi.
02 - Il progetto:
poniamoci piccoli obiettivi fattibili che vogliamo perseguire: su aspetti concreti quotidiani, ma anche su prospettive più a lungo termine, sempre ancorate alla fattibilità. In un periodo in cui c’è poco di definito e certo, fissare degli obiettivi specifici, ci aiuta a ricalibrare le nostre priorità e ci fa entrare in contatto con la dimensione del decidere. Ci fa contattare la nostra energia interiore e ci predispone a mettere in pratica ciò che abbiamo definito. Le emozioni che proviamo (legate allo stress quotidiano) essendo associate ad un progetto mirato, non prenderanno il sopravvento e saranno più contenute: lo stress ci sarà sì, ma non ci sentiremo eccessivamente sopraffatti e disregolati.
03 - La piacevolezza:
ricerchiamo esperienze in cui ci sentiamo bene, a nostro agio; in cui ci percepiamo pieni di vita e liberi. Concediamoci anche per poco tempo un’esperienza in cui possiamo rilassarci, ricaricarci, trovare un sollievo, sorridere. Non si tratta di fare cose grandi o estreme, ma semplici e per noi realizzabili. La dimensione del piacere ha una valenza forte sia per il nostro corpo, che per la nostra mente, indissolubilmente legati. Dedicare tempo a noi stessi ci permette di rallentare il ritmo e prendere contatto con la nostra vera essenza. Immersi in giornate frenetiche e svuotanti, crearci spazi di benessere psico-corporeo ci aiuta a ritrovare la nostra auto-centratura, rigenerarci ed attingere nutrimento per adattarci meglio a questo nuovo intenso scenario.
di Francesca Carcangiu
Psicologa Psicoterapeuta, Educatrice, Fototerapeuta
Le tre dimensioni
descritte sono tra loro interconnesse e si rafforzano a vicenda. E se ci pensiamo bene, i bambini ci sono da esempio in tutte: colgono il buono e il bello delle cose, hanno piccoli progetti ogni giorno e praticano esperienze di piacere! Impariamo quindi da loro!
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