Successivamente all’elaborazione della diagnosi di DSA, effettuata dal neuropsichiatra infantile, risulta necessario l’attuazione di un progetto riabilitativo...
Questo piano riabilitativo si compie mediante una rete tra professionisti del settore, famiglia e scuola e che preveda un programma riabilitativo specifico per definire le aree di intervento peculiari, tempi, modalità e verifica degli interventi e gli operatori coinvolti (scuola, famiglia, tecnici).
Negli ultimi decenni la normativa scolastica ha posto molta attenzione alla realizzazione del successo nell’apprendimento ed alle problematiche dell’abbandono scolastico; il piano didattico personalizzato (PDP) è la conseguenza del suddetto processo.
La parola piano fa riferimento al fatto che sia “uno studio mirante a predisporre un’azione in tutti i suoi sviluppi”; didattico indica il fatto che lo scopo della didattica è di migliorare l’efficienza dell’apprendimento implicando una riduzione dei tempi di studio e del consumo di energie nonché dell’efficacia dell’insegnamento del docente; personalizzato riguarda invece la diversificazione delle metodologie, dei tempi, degli strumenti nella progettazione del lavoro della classe. Allo scopo di raggiungere gli stessi obiettivi attraverso percorsi diversi.
La scuola assicura ed esplicita, per alunni con DSA, interventi didattici individualizzati e personalizzati attraverso l’elaborazione del PDP secondo la normativa vigente (legge 170/2010, successivo decreto attuativo DM 5669 del 12/7/2011 e relative linee guida). Il suddetto piano deve essere costantemente verificato e monitorato in particolare “le misure messe in atto devono essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l’efficacia ed il raggiungimento degli obiettivi”. Il PDP viene elaborato dai docenti o dal consiglio di classe sulla base della valutazione effettuata dallo specialista.
Uno spazio del PDP prevede la messa in atto di strumenti compensativi cioè “degli strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria” e che “sollevano l’alunno con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo” (Linee Guida Miur, 2011). “Le istituzioni scolastiche assicurano l’impiego degli opportuni strumenti compensativi, curando particolarmente l’acquisizione, da parte dell’alunno con DSA, delle competenze per un efficiente utilizzo degli stessi” (DM 5669 art4, comma 4).
Inoltre si dovranno considerare le misure dispensative da mettere in atto rispetto ad alcune attività “qualora non siano pre stazioni essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere”. La dispensa può essere anche solo parziale ed adottata per
un arco di tempo limitato. Comunque in tal senso il principale obiettivo da perseguire è il successo formativo.
L’efficacia di tale documento è connessa innanzitutto alla sua capacità di modificare effettivamente i comportamenti ed i procedimenti attivati a casa e a scuola; pertanto le indicazioni devono essere rilevanti, realistiche, coerenti. Lo studente è il protagonista di questo percorso e come tale, oltre al dovere di un adeguato impegno, deve essere informato delle strategie di apprendimento di cui possa giovarsi e di avvalersi di una didattica che preveda forme di apprendimento individualizzate e personalizzate per lui più adeguate.
a cura dott.ssa Mariangela Pinci
neuropsichiatra infantile