Il vero successo? Risiede nell’unicità e nell’equità sociale.
Educare i figli al successo e come raggiungerlo non è facile. Anzitutto è utile riflettere sulla definizione che noi stessi diamo al “successo”, poiché spesso ci imbattiamo in preconcetti che meritano di essere esaminati più in profondità.
Mito 1: “figlio mio, comportati bene”
Immaginiamo Andrea, 5 anni che si prepara per andare alla festa di un’amica e i genitori gli dicono: “Mi raccomando Andrea, comportati bene”. Ma cosa vuol dire “bene”? Quello che è bene per noi è un concetto soggettivo, per gli altri “bene” potrebbe significare altro. Inoltre:
- noi esseri umani impariamo l’agire morale in modo progressivo dopo i 6 anni e quindi è più utile descrivere cosa ci aspettiamo che facciano, nell’esempio di Andrea, potremmo chiedergli di comportarsi in modo “gentile, attento, cauto”…
- ancora più efficace è fare delle prove di ciò che accadrà con un gioco di ruoli (role-playing) fra noi e i nostri figli invertendo, appunto, i ruoli: è divertente e funziona!
Mito 2: le aspettative sul successo dei figli
L’aspettativa genitoriale concorre a definire il loro futuro, dall’abbigliamento ai giochi, dalle scuole alle frequentazioni, dallo sport alle attività artistiche, fino alle impostazioni religiose.
- La costruzione del successo dei figli, inizia proprio dalla capacità del genitore di riflettere sulle proprie aspettative che possono essere invadenti, limitare il potenziale dei bambini e creare in loro una pressione insostenibile.
- È utile mettere in discussione i valori che sorreggono le aspettative della contemporaneità che promuove un’idea di successo basata sulla visibilità e la sfacciata ricchezza di denaro.
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Mito 3: cosa significa per noi successo?
Anche il concetto di “successo” è soggettivo, tuttavia vi è un condizionamento sociale generato da una economia dopata ed eccessivamente performante che consuma pensieri, tempo ed emozioni come fossero niente.
- I giovani crescono nella sensazione di non essere mai abbastanza o peggio che mai, di essere una delusione per i propri genitori.
- Promuoviamo in loro un approccio pro-sociale per cui è un vero successo se evita di generare perdenti, è un pieno successo se la soluzione trova la soddisfazione di tutti, in quanto anche il successo è più produttivo, se è pienamente sostenibile.
- Guidiamo i nostri figli a comprendere le emozioni per imparare a gestirle in modo funzionale. A questo proposito, potrebbe interessarti leggere: "Comunicare bene le proprie emozioni: come insegnarlo ai figli?"
Mito 4: i condizionamenti genitoriali
Siamo consapevoli del fatto che quello che ci aspettiamo per i nostri figli deriva dal condizionamento ricevuto nella nostra esperienza?
- Se sì, abbiamo fatto una riflessione approfondita sui condizionamenti ricevuti per elaborarli, capire se sono ancora validi e scegliere se applicarli alla nostra vita di oggi?
- Conosciamo i meccanismi della “profezia che si auto-avvera”? Se viviamo nell’ansia che ai figli non succeda quello che è successo a noi, rischiamo, senza rendercene conto, di condizionarli generando in loro paure e senso di evitamento.
La società moderna promuove una competizione feroce che premia il successo individuale a scapito degli altri. Questo approccio genera ansia e insicurezza nei giovani e alimenta anche disuguaglianze sociali.
- Va incoraggiato un confronto sano che celebri l’unicità, la collaborazione e premi chi aggiunge bontà e bellezza al mondo e non solo il ricco, il forte o il più aggressivo.
- Anche se in famiglia si crescono i figli alla luce di principi di rispetto e cooperazione, è doveroso munirli di strumenti utili a gestire i fortissimi condizionamenti del contesto esterno, considerando quanto sia capillare e a portata di mano, anzi di smartphone.
Il vero successo per tutti
Sfatare questi miti è essenziale per promuovere un ambiente educativo più inclusivo e sostenibile. Dobbiamo riconsiderare le nostre definizioni di successo e impegnarci per un futuro in cui ogni bambino possa realizzare il proprio potenziale senza limitazioni imposte da aspettative irrealistiche o dalla pressione sociale.

ROBERTO SEGHI ROSPIGLIOSI
pedagogista, giudice onorario minorile
CONTATTI tel. 340.675.45.69
Instagram: @spazioermes
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