Lo sport è ritenuto uno degli strumenti più efficaci per costruire una società globale e interculturale perché ha una grande capacità di aggregazione e promuove il senso di appartenenza, lo spirito di gruppo, la tolleranza.
I sociologi lo definiscono "sport sociale", uno strumento per integrare le comunità più emarginate. Sullo sport fanno affidamento l'Unione Europea, l'ONU e il Comitato Internazionale Olimpico per educare a questa nuova società, grazie ad alcune caratteristiche dello sport, in particolare delle discipline di squadra. Il legame che si crea in una squadra è così forte che abbatte le differenze religiose, linguistiche e il colore della pelle.
Lo sport è fatto da regole uguali, universalmente condivise ed è perciò una base culturale comune. L'educazione attraverso lo sport è fatta di gioco e divertimento, avviene in un contesto dove il corpo e la psiche si esprimono liberamente e con creatività. Lo sport è inoltre una possibilità di riscatto sociale; e diventa un segno d'identità nazionale soprattutto in occasione di competizioni come le Olimpiadi, i Campionati Mondiali ed Europei.
Se questo è vero per la maggior parte degli sport, non si può dire altrettanto per le tifoserie, soprattutto per alcune tifoserie presenti negli stadi di calcio, dove spesso razzismo e xenofobia trovano una loro espressione. Alle frasi ingiuriose scritte sugli striscioni si aggiungono comportamenti discriminatori verso i gay, offese a giocatori per la loro provenienza etnica, metafore a sfondo razziale usate dai media.
Lo sport dovrebbe renderci migliori. Pensare all'avversario come a un nemico fa perdere l'opportunità di imparare da chi sta facendo sport insieme a noi. Nel rugby, per esempio, c'è il terzo tempo, un incontro conviviale, un momento di socializzazione tra i giocatori delle due squadre cui partecipano anche le famiglie e i tifosi.
La pratica sportiva unisce quando diventa il mezzo per esprimere il meglio di sè insieme agli altri. Si dice "mens sana in corpore sano", una mente sana, rispettosa di sè, degli altri e dell'ambiente che ci circonda, in un corpo sano.
Nelson Mandela, scomparso recentemente, amava lo sport perchè rispecchiava i suoi ideali di libertà e uguaglianza. Appassionato di calcio e rugby, diceva:
"Lo sport ha il potere di cambiare il mondo, ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza dove prima c'era solo disperazione. È più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione”.
Mandela sfruttò l'occasione dei mondiali di rugby del 1995 in Sudafrica per pacificare un paese ancora scosso, nonostante la fine dell'apartheid.•
a cura di Roberta Ludovici
personal Trainer