Come aiutare i figli a vivere nell’era “digital”? Scopri il modo funzionale

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È innegabile il potere ipnotizzante della tecnologia ed il compito di un genitore non è demonizzarlo, ma insegnare a coglierne le opportunità, apprezzarlo come svago e utilizzarlo senza farsi travolgere.

Il digitale non è il nemico. È il modo di usarlo che va educato. È uno strumento che va gestito in base ai propri bisogni e ai propri desideri, tenendo in considerazione tutti gli aspetti che lo contraddistinguono, come l’assenza di interazione, la ripetitività degli schemi, la velocità di processare immagini, la mancanza di stimolare la creatività ed il pensiero critico.

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Come capire se i figli sono rapiti dai social?

Esiste un semplice trucco per capire il grado di “intossicazione” di tuo figlio dal Digital: quando gli parli mentre è davanti allo schermo fa fatica a risponderti e a percepire cosa accade intorno a lui?

Se la risposta è sì non disperare, c’è una soluzione.

Evita di ripetere continuamente a tuo figlio gli aspetti negativi della tecnologia, nella speranza che, così facendo, lui possa prima o poi capire il tuo punto di vista. L’effetto che otterrai sarà che tuo figlio diventerà impermeabile e le tue parole gli scivoleranno via. A questo proposito, puoi approfondire leggendo: I giovani di oggi: ragazzi teflon

Non fargli la morale, perché stai solo proiettando su di lui le tue credenze rispetto a ciò che è giusto e sbagliato e ricorda che lui non è te e le tue credenze non sono necessariamente le sue.

Rendi tuo figlio consapevole delle proprie scelte, in modo che sia lui (con il tuo aiuto e non la tua imposizione) a capire cosa sia meglio per sé.

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Come rendere i figli consapevoli delle proprie scelte?

Inizia ponendogli queste domande dopo che ha giocato ad un videogioco, usato il tablet o curiosato sui social:

  • Come ti senti adesso? Che sensazioni provi nel tuo corpo?
  • Chiudi gli occhi e dimmi che emozioni senti dentro di te, gioia, paura, ansia, frustrazione, aspettativa…?
  • Ti senti pieno di energia, oppure sei stanco?
  • In che cosa ti è stato utile quello che hai appena fatto?

Non ci sono domande giuste o sbagliate, ascolta tuo figlio e segui la tua intuizione.

Spiegagli che nella vita tutti dobbiamo fare delle scelte e quando scegliamo qualcosa che non ci fa stare bene (come la sensazione di mal di testa o di occhi pesanti) o qualcosa ci fa provare delle emozioni difficili (come l’ansia) significa che non ci vogliamo abbastanza bene, ma abbiamo la possibilità di fare scelte diverse che ci fanno stare bene.

Se tuo figlio si sente guidato e non controllato, capirà che vuoi ascoltare i suoi bisogni in modo sincero e si sentirà rispettato.

A volte le sue risposte potranno essere difficili da accettare per te allora dovrai fare attenzione nel procedere con le domande a non perdere di vista la tua vera intenzione: capire tuo figlio e i suoi bisogni, senza giudizio. Puoi approfondire leggendo: “Accettare” i propri figli. Cosa significa per un genitore?

Sappiamo capire i bisogni dei nostri figli?

Una volta che avrete entrambi chiari i bisogni reciproci, stabilite insieme delle regole, per esempio ponendo un limite di tempo da dedicare al digitale, prevedendo del tempo per stare all’aria aperta, per fare sport, per giocare con gli amici, per lo studio.

Stabilire delle regole non significa essere autoritari.

Un genitore autoritario pretende di imporre la propria volontà e non ammette repliche senza che gli altri sappiano il perché.

Un genitore autorevole, al contrario, è una guida autentica, trasparente, che soddisfa il bisogno di sicurezza del proprio figlio, ascoltando il punto di vista altrui e dando il buon esempio.

Mediante le regole aiuterai tuo figlio ad essere responsabile, a prendersi cura di sé facendo scelte consapevoli. Non modificherà il suo comportamento per paura della punizione, né per paura di deluderti o per il senso di colpa.

Perché allora rispetterà le regole?

Perché quanto da voi deciso soddisfa i suoi bisogni ed è utile per lui, pertanto è un motivo sufficientemente intelligente per modificare il suo comportamento.

Tu non puoi “disciplinare tuo figlio”, perché questo significherebbe controllarlo.

La disciplina, invece, proviene dall’interno e tuo figlio sarà motivato dalle sue stesse necessità: sa che quanto ha scelto di fare lo renderà più felice.

SILVIA PERNIGOTTI
life & parent coach, terapista nell’ambito dello spettro autistico

CONTATTI e-mail: silvia.pernigotti@gmail.com
Instagram: @silviapernigotti

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