L’intera Comunità educante -dalle scuole alle istituzioni- deve sostenere con forza l’avvento di una “identità digitale” a protezione di tutti i cittadini.
In una società digitalizzata come la nostra, è necessario garantire normative che proteggano adeguatamente dall’accesso a contenuti inadeguati o pericolosi, dai più piccoli agli adulti.
A livello europeo, la revisione del regolamento eIDAS mira a creare un’identità digitale sicura e unificata per tutti i cittadini dell’UE. Questa iniziativa vuole garantire una maggiore sicurezza online, rendendo più difficile l'accesso a contenuti inappropriati e proteggendo soprattutto i minori dai rischi del cyberspazio. Il nuovo quadro normativo dovrebbe includere meccanismi più rigidi per proteggere i minori, assicurando che possano navigare in rete in un ambiente sicuro.

Questo contenuto? È Certificato!
Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.
Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!
Le normative attuali come regolano l'accesso digitale dei minori?
Le normative vigenti stabiliscono dei limiti di età per l'accesso ai servizi digitali, come il GDPR che fissa a 13 anni l'età minima per la creazione di account sui social media. Tuttavia, queste regole sono spesso aggirate, e molti bambini accedono a piattaforme online ben prima di questa soglia.
È compito dei genitori monitorare l'uso dei dispositivi e dei contenuti digitali, seguendo anche le linee guida mediche, come quelle dell'American Academy of Pediatrics, che raccomanda di evitare l’uso di dispositivi digitali per i bambini sotto i 18 mesi e di limitarne l'uso a un massimo di un’ora al giorno per i bambini tra i 2 e i 5 anni. Per i bambini più grandi e gli adolescenti, si raccomanda un equilibrio tra attività online e offline, con particolare attenzione alla qualità dei contenuti piuttosto che alla quantità di tempo trascorso online.
Perché queste regole? Per proteggerli. L’accesso costante al digitale può influire negativamente sulla salute mentale di tutte le età. Molti studi hanno evidenziato come l’uso eccessivo degli schermi sia correlato a disturbi come insonnia, ansia e, in casi più gravi, depressione. Un’altra questione rilevante è la sicurezza online. Il cyberbullismo, l’accesso a contenuti inappropriati e la possibilità di essere contattati da persone sconosciute sono rischi reali che non possono essere ignorati.
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Si possono sfruttare le opportunità educative offerte dal digitale?
Nonostante i rischi, la tecnologia digitale offre enormi opportunità educative. Esistono numerose app e piattaforme progettate per stimolare la creatività, l’apprendimento e lo sviluppo di nuove competenze.
Dal coding ai giochi didattici, il digitale può diventare un prezioso alleato educativo. È essenziale, però, che i genitori partecipino attivamente nella scelta dei contenuti, guidando i figli verso un uso produttivo del tempo schermo. Guardare insieme un documentario, discutendone i contenuti, può trasformare il tempo passato davanti allo schermo in un'opportunità di apprendimento condiviso. A questo proposito, puoi approfondire leggendo: Challenge 1: come vivere meglio con il tuo cellulare.
Quali strategie attuare per educare i figli all’uso responsabile del web?
Educare i ragazzi a un uso virtuoso del digitale richiede strategie ben ponderate. Stabilire regole familiari, come evitare l'uso dei dispositivi durante i pasti o impostare una fascia oraria senza tecnologia prima di andare a letto, può contribuire a creare un ambiente più collaborativo. Coinvolgere i giovani nella definizione di queste regole li rende più responsabili e motivati a rispettarle. Inoltre:
- diamo il buon esempio: un uso equilibrato e consapevole della tecnologia da parte degli adulti incoraggia i figli a fare lo stesso; non dimentichiamo che loro ci imitano;
- offriamo ai figli alternative concrete, impegnando il tempo con attività in sintonia con le attitudini e le passioni dei giovani;
- implementiamo il “digital detox” in cui si trascorre del tempo insieme senza dispositivi, per favorire il dialogo e rafforzare i legami familiari.
Navigare nel mondo digitale è una sfida complessa, ma con le giuste strategie possiamo guidare tutti, dai giovani agli adulti, a sfruttare il meglio che la tecnologia ha da offrire, senza cadere nelle sue trappole.

ROBERTO SEGHI ROSPIGLIOSI
pedagogista, giudice onorario minorile
CONTATTI tel. 340.675.45.69
Instagram: @spazioermes
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