E se Babbo Natale porta in dono al nostro bambino un amico animale?

Un animale domestico ha grandi benefici sullo sviluppo del bambino. Il contatto con gli animali gli infonde un maggiore senso di responsabilità, aumenta l’empatia e insegna loro il ciclo della vita.

Gli animali arricchiscono noi e i nostri figli, ma dobbiamo educarci al rispetto del loro essere animali, senza snaturarli per renderli simili a noi, perché se ci pensate li amiamo tanto proprio perché sono diversi da noi, privi delle architetture mentali che ci contraddistinguono.

Molti studi dimostrano che i bambini che convivono con animali domestici hanno un’intelligenza emotiva (IE) più sviluppata. L’intelligenza emotiva è la capacità di comprendere, gestire ed esprimere in modo efficace i propri sentimenti e interpretare quelli delle altre persone ed è considerata una chiave determinante per una migliore e più ricca qualità della vita. A differenza del quoziente d’intelligenza (QI), che la maggior parte degli esperti considera immutabile, l’intelligenza emotiva può migliorare nel tempo con la pratica e gli animali possono aiutare i bambini a farlo.

Ogni giorno con i nostri bambini, adottiamo tecniche e meccanismi di prevenzione, in ambito sanitario cosi come in quello scolastico ed anche a casa ci preoccupiamo di cosa mangiano e con cosa vengono a contatto, confrontandoci con altri genitori, con il Pediatra, con gli educatori; cerchiamo di evitare di nuocere ai nostri figli.

Per gli amici animali questo non sempre succede, si sceglie un cane o un gatto o un coniglio o altro spesso sull’onda di uno slancio emotivo, per moda, per un capriccio e questo porta a un approccio errato, poco consapevole di avere a che fare con un essere vivente capace di amare, ma anche di soffrire.

Rispettare un essere vivente significa non nuocergli, significa tenerlo in salute, e farlo al meglio oggi, significa prevenire.

Da sempre sentiamo la frase prevenire è meglio che curare, Primum non nocere è una locuzione latina che significa “per prima cosa, non nuocere”.

Solitamente è uno dei principi che si insegna per primo nelle facoltà di medicina, soprattutto in relazione agli effetti collaterali o complicanze dovute a farmaci o a trattamenti medici errati, anche se è chiaramente una massima applicabile quotidianamente in ogni circostanza di vita.

Ciò significa che, nella scelta di una terapia, bisogna innanzitutto non arrecare danno al paziente e per questo, tra i trattamenti possibili, va sempre privilegiato quello che ha meno controindicazioni.

Questa visione delle cose, vale anche per la scelta di prendere un animale da compagnia, specie con l’avvicinarsi delle feste, bisognerebbe pensarci bene prima di nuocere ad un essere vivente con un’eventuale gestione errata.

In medicina Veterinaria la prevenzione viene spesso identificata con il fare le vaccinazioni o le profilassi, ma oggi con l’aumento di tante patologie metaboliche, neoplastiche, infettive, la prevenzione assume un valore enorme in termini economici, quindi fare prevenzione in modo corretto è anche molto più economico.

Senza trascurare l’investimento emotivo che i nostri figli hanno nei confronti di un animale domestico, “da compagnia” appunto che, in caso di poca prevenzione, potrebbe portare il nostro bambino a perdite relazionali non indifferenti.

a cura dott. Michele Tommasino
direttore sanitario clinica veterinaria

Cerchi risorse educative e divertenti?


TI È PIACIUTO? Allora, seguici: ti rafforzi!
Vai su Instagram, lascia un 🧡 e partecipa alla Community Etica per famiglie di "Bambini e Genitori" che semplifica il tuo educare.

L'HAI TROVATO UTILE? CONDIVIDILO! 👇 USA I PULSANTI QUI SOTTO