Cari genitori, cari neo-genitori, oggi mi rivolgo a voi direttamente. Proprio a voi come genitori, a ciascuno di voi che a suo modo vive l’essere mamma e l’essere papà – babbo. A chi lo ha desiderato tanto o cercato tanto questo figlio, questa figlia. Lo ha immaginato e si è preparato, ha letto… ha costruito il nido…
A chi lo ha visto arrivare inaspettatamente e ne è stato felice o a chi lo ha accettato con difficoltà suo malgrado e per molto tempo non è riuscito a entrare in questi panni. Chi è genitore biologico e ha avuto l’esperienza dell’attesa e come mamma ha accompagnato la crescita del bebè nella propria pancia o come papà ha partecipato a questa “magia” al fianco della compagna di avventura.
O chi ha scelto fortemente di adottare un figlio e con un diverso percorso ha vissuto l’attesa di diventare genitore e accogliere un bambino nella propria famiglia. Ci sono i genitori mancati che sentono comunque di essere madre di essere padre, e anche i genitori non di un figlio ma dei propri genitori.
La relazione genitore – figlio
è un legame sostanziale per il genitore e basilare per il figlio.
Quante azioni compie un genitore: accudisce, sostiene, coccola, accompagna, educa.
Quante aspettative, quante preoccupazioni, quante responsabilità vive un genitore.
Qualunque sia il vissuto individuale il “ruolo di genitore” è il ruolo più naturale, più diffuso e sottolineo sostanziale nella nostra struttura sociale.
E’ innanzi tutto questione di sopravvivenza: un cucciolo di uomo non sopravvive da solo.
Quanta gioia c’è in una nuova vita, quanta speranza, quanta scoperta…
I primi anni di un bambino sono determinanti per la sua vita.
Riconosco l’importanza fondamentale della famigliae nello stesso tempo considero essenziale che ogni persona possa percorrere il cammino di individuazione di sé. Riconoscendo al neonato la propria individualità. E’ in questa convinzione che ho scelto di formarmi specificamente per accompagnare i neo – genitori e i loro figli sin dalle prime fasi di sviluppo del bambino.
Questo significa partecipare con fiducia al futuro che avanza e dare il meglio di sé. “Meglio” inteso come ciò che ci fa vivere con gioia e appagamento.
Ho evitato di parlare di dolori, i dolori sono facili da sentire e quando sono in primo piano si può trovare il modo di affrontarli e usarli come alleati.
Cari genitori in questo momento così eccezionale vi auguro un Buon Natale 2020.

di Silvia Pelle
counselor relazionale
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