Cosa sono le funzioni esecutive? Come agiscono nei bambini con DSA?

Le Funzioni Esecutive (FE) sono un insieme di processi cognitivi superiori che permettono di risolvere correttamente dei problemi, pianificare...

 iniziare e portare a termine comportamenti diretti a uno scopo attraverso azioni coordinate e strategiche, utilizzare strategie flessibili, mantenere informazioni nella memoria di lavoro, porre attenzione, controllare e filtrare dati rilevanti, svolgere più compiti in parallelo; pertanto svolgono un ruolo significativo nel processo di apprendimento. 

Le Funzioni Esecutive sono costituite da:

• attenzione (mantenere e distribuire l'attenzione);  

• memoria a breve termine e memoria di lavoro (gestione delle attività mentali); 

• pianificazione (ridurre la complessità di un compito, organizzare in sequenze); 

• categorizzazione; 

• inibizione (sopprimere le interferenze e proteggere dalle interferenze); • shifting (capacità di adattarsi velocemente ad una nuova situazione  misurando le reazioni a stimoli che cambiano in modo costante).  

Il cuore delle FE è rappresentato dalla flessibilità cognitiva, l'inibizione e la memoria di lavoro. Ma quando usiamo le Funzioni Esecutive?

Nell'apprendimento di nuove azioni, nello svolgimento di atti che implicano processi di decisione e pianificazione, nelle azioni in cui è necessario correggere gli errori, nei comportamenti nuovi che richiedono l'esecuzione di una nuova sequenza di azioni, nelle attività in cui è necessario monitorare costantemente il proprio comportamento, nelle azioni in cui in cui bisogna superare risposte abituali. 

Lo sviluppo delle FE inizia già a partire dai primi anni di vita e continua fino oltre l'adolescenza. Le FE sono necessarie per l'adattamento sociale e determinano differenze nel profilo e nel percorso di apprendimento scolastico. Con l'ingresso alla scuola primaria e con l'acquisizione delle competenze di lettura, scrittura e di calcolo ovviamente il carico cognitivo richiesto, ovvero il peso delle FE, incrementa notevolmente. 

La compromissione di uno o più processi che costituiscono le FE può essere alla base dei Disturbi D'apprendimento nella lettura e/o scrittura e/o calcolo. 

Ad esempio il deficit della memoria di lavoro (ML) potrebbe condizionare l'apprendimento della lettura nella misura in cui non si riesce a fissare un rapporto tra le lettere e i suoni; inoltre si potrebbe manifestare con una difficoltà nell'accesso lessicale e nella comprensione del significato del testo letto a causa di un sovraccarico della memoria fonologica nel processo di fusione dei fonemi. Nel deficit della ML si possono avere difficoltà nel seguire le istruzioni; nel monitoraggio delle attività svolte, difficoltà ad autocorrergersi. Anche difficoltà nella sequenza numerica, necessità prolungata nell'uso delle dita e nel ricordare i segni e nelle procedure di calcolo possono essere un'espressione di un deficit della ML. 

Come intervenire?

Per questi motivi, sarebbe opportuno, nei casi di difficoltà di apprendimento delle competenze accademiche, effettuare anche una valutazione delle FE oltre che del livello di sviluppo degli apprendimenti nella lettura, scrittura e calcolo. E nel caso in cui venga confermata la compromissione del funzionamento di uno o più processi delle FE anche l'intervento riabilitativo dovrà essere programmato in tal senso. • 

a cura Dott.ssa Mariangela Pinci
Neuropsichiatra Infantile