L'ingresso alla scuola primaria può rappresentare per alcuni genitori preoccupazione ed ansia, in particolar modo per chi ha bambini che alla scuola dell’infanzia venivano definiti dalle insegnanti “un po’ troppo vivaci”, “agitati”, “incapaci di rispettare le regole” ecc.
Spesso questi bambini sono impegnativi anche in famiglia e i genitori non sanno come spiegarsi il comportamento del figlio. Si sentono in qualche modo responsabili e non sanno quale sia il giusto atteggiamento da assumere per educare e aiutare il bambino troppo vivace.
Bisogna considerare che nella prima infanzia il bambino esprime il proprio mondo emotivo attraverso il corpo e il movimento, quindi qualsiasi situazione temporanea di difficoltà familiare o personale (nascita di un fratellino, separazioni ecc.)si può tradurre in problemi di comportamento e relazione.
L’ingresso a scuola è spesso fonte di problemi; se il bambino aveva difficoltà a concentrarsi e a rispettare i tempi e le regole alla scuola dell’infanzia, la nuova realtà scolastica, con un’organizzazione per ovvie ragioni più rigida, costituirà per lui una prova notevole.
Famiglia e insegnanti possono fare molto per aiutare questi bambini, evitando di porsi in contrapposizione, creando invece un’alleanza e concordando strategie comuni per evitare che il bambino crei un’immagine negativa di sé, di bambino “sbagliato”. Immagine difficile poi da superare nel tempo. L’attività psicomotoria settimanale, a scuola o dopo la scuola, può essere un aiuto per insegnanti e genitori per comprendere meglio il comportamento di questi bambini e per migliorare la loro capacità di relazionarsi con gli altri.
Occorre tenere presente che spesso questi bambini hanno una bassa autostima ed è quindi importante sostenere la fiducia in loro stessi cercando di gratificarli quando hanno comportamenti positivi ed adeguati. Sono anche bambini che hanno un grande bisogno di rassicurazione; può essere utile creare un ambiente familiare e scolastico prevedibile con abitudini regolari, avvertendo per tempo il bambino qualora ci dovessero essere cambiamenti di qualsiasi natura.
Anche essere guidati e ricevere regole chiare dall’adulto è una forma di rassicurazione. Spesso può risultare molto faticoso perché il bambino sembra ribellarsi e porsi in un atteggiamento di sfida, ma bisogna avere la consapevolezza che nel tempo, il bambino che sente di essere guidato da un adulto che prende decisioni per il suo bene, si sentirà rassicurato e riuscirà ad interiorizzare meglio tempi, spazi e regole. E’ importante dagli la possibilità di fare delle scelte ma non di fare tutto quello che vuole.•
a cura dott.ssa Silvia Laffi
psicomotricista