Settembre, andiamo è tempo… e se mi dicono?

Settembre. Le scuole riaprono i battenti e nel flusso di bimbi e adulti tornano a galla i classici pensieri che abitano ogni genitore, dai novizi alla prima esperienza ai più navigati accompagnatori:

come starà mia/mio figlia/figlio? Chi saranno le insegnanti? … ”, “chissà come andrà quest’anno?”, “speriamo che lui/lei non ci sia più”.

Pensieri abitati, talvolta, dal timore di domande o affermazioni difficili: “ma è sempre così particolare?... è sempre così agitato? … Non conosce proprio i limiti!...”. Il quadro di normale affanno, in quest’ultimo caso, si colora di ansie che in alcune situazioni possono diventare vere e proprie angosce oltre che fonte di sensazioni di inadeguatezza e difficoltà.

Che fare?” Quando la scuola diventa il luogo di messa in evidenza di un disagio o di una difficoltà del nostro bambino è fondamentale creare un ponte con le insegnati e i responsabili pedagogici della struttura, al fine di concordare una strategia evolutiva che rispetti al meglio il bambino e le domande dei genitori.

Possono poi seguire altri passaggi, come colloqui con un Neuropsichiatra infantile che possa osservare il bimbo e indicare percorsi di cura che ne potenzino al meglio le risorse, o la consulenza per un aiuto sulla genitorialità. A questo potrebbe seguire un’osservazione psicomotoria che, solitamente, offre un quadro delle risorse del bambino in grado di implementare l’osservazione del Neuropsichiatra infantile.

La psicomotricità svolge un sicuro ruolo nel mettere a fuoco le risorse qualora sia inserita nel curriculum scolastico, perché, offrendo ai bimbi in difficoltà uno spazio di libera espressione, consente, in primis agli insegnanti, d’individuare i fattori relazionali ed ambientali che possono promuovere il benessere dei soggetti in difficoltà.

Il lavoro di rete con insegnanti, pedagogisti e specialisti dell’area infantile, è molto importante per lo psicomotricista ma la costruzione di una buona relazione con i genitori resta fondamentale nella costruzione del progetto di cura.

Infatti, un genitore aiutato a ridurre ansie e angosce costituisce il più prezioso alleato nel consolidamento di questo progetto. Detto ciò, non si può dimenticare che talvolta le difficoltà dei team educativi, la rigidità degli specialisti coinvolti, la fatica di alcune famiglie ad accettare la situazione di difficoltà del bambino, sono elementi che possono rendere complessa la costruzione di un progetto efficace.

Tuttavia, se pur in difficoltà e in una situazione complessa, i genitori rappresentano l’insostituibile fondamento per la crescita felice dei figli

a cura dott. Claudio Buccheri
psicomotricista, TNPEE, formatore, supervisore e tutor