La televisione e i suoi programmi: com’è oggi e come era ieri…

Da quando sono diventata mamma, sono molti gli argomenti che mi sollecitano profonde riflessioni, spesso mi ritrovo piena di dubbi su quale sia la cosa più giusta da fare.

Questa premessa, prima di affrontare l’argomento televisione, perché si, la televisione ha fatto la storia di questo paese, ha diffuso la lingua italiana, ci ha portati verso il progresso, ci ha fatto viaggiare restando comodamente sui nostri divani e ha fatto sognare e intrattenuto milioni di bambini! Se penso alle mie vacanze di Natale, la scuola chiusa e i cartoni a tema, non posso che ricordare con piacere il calore di quel confortante rito in attesa delle festività, e nella vita di ognuno di noi ce ne saranno moltissimi di questi momenti scanditi dalla televisione, ma oggi, com’è la TV? Come si è evoluta? Cosa “passa” attraverso lo schermo? Come sono cambiate le nostre abitudini? Quanto tempo passiamo a guardarla?

È certo che la TV di oggi non fa più nessun servizio educativo e oltretutto non va più alla velocità di quella di 30 anni fa… basta rivedere un qualsiasi programma televisivo (cartone animato, varietà o spot televisivo) per rendersi conto che il linguaggio si è velocizzato come fosse impazzito, schizofrenico.

Numerosi sono gli studi che dimostrano che l’esposizione dei bambini al mezzo televisivo di oggi sia dannosa, sia da un punto di vista motorio che percettivo, alcuni studi riferiscono la possibilità di danni anche a livello emozionale, ebbene, non fatico a crederci!

Immaginatevi di essere sotto ad una valanga, un diluvio di stimoli simultanei sia visivi che uditivi che contemporaneamente sollecitano diverse aree del cervello: sorprendono, stupiscono, divertono impauriscono, pulsano… immaginatevi poi di non avere gli strumenti cognitivi per decifrare tutti questi stimoli che vi piovono addosso, come se vi trovaste a dover rispondere a 100 persone che contemporaneamente chiedono qualcosa in una lingua non vostra. Se mi calo in questa situazione mi sento di colpo stanca ma non è ancora finita… immaginatevi che questa sollecitazione stimoli in voi una tale carica di energia, e che questa energia resti inchiodata al divano, che non abbiate alcun modo per esprimerla così - in maniera - direttamente proporzionale a come è stata caricata in voi.

Mettendomi nei panni di un bambino, devo quindi convenire con le teorie che si dichiarano contrarie alla visione della televisione nei bambini di età inferiore ai 2 anni, a questa età infatti non dispongono di alcuno strumento per comprendere che quelle immagini fanno parte di una finta realtà, e che soprattutto non è la realtà nella quale si svilupperanno e cresceranno!

Da mamma, ritengo che sia inevitabile che il bambino mostri interesse verso la televisione, ma terrei ugualmente presente che uno degli aspetti dannosi della TV sia il bombardamento di stimoli al quale sottopone il bambino che resta troppo “passivo” ad assorbirli.

Seppure la cosa migliore sarebbe davvero tenerla spenta fino almeno ai 6 anni di età, proverei a limitare i danni innanzitutto selezionando molto bene i programmi che il bambino guarda, limitando il più possibile il tempo TV e soprattutto restando a disposizione per sollecitarlo nella comprensione delle scene o per eventuali domande, in modo da non utilizzare il mezzo televisivo come uno strumento di intrattenimento, ma per vivere una nuova esperienza ludico/educativa insieme.

a cura dott.ssa Annalisa De Vincenzo
psicologa, psicoterapeuta