“Ai miei tempi era diverso!”

Quante volte abbiamo sentito questa frase dai nostri genitori o dai nonni, e chissà quante volte la diremo ai nostri figli. Ma cosa c’è dietro queste parole?

Forse la nostalgia di un passato in cui la gioventù e le energie traboccanti rendevano tutto più bello?

Siamo nell’era digitale: con un semplice click, accediamo ai contenuti più disparati. Nel settore medico ad esempio c’è stata una forte rivoluzione: internet ci collega col mondo e, allo stesso tempo, permette di accedere a moltissimi siti - non sempre accreditati - dove è possibile trovare la diagnosi, e a volte addirittura la cura per i nostri disturbi.

La disponibilità immediata di informazioni ha però anche alcuni rischi, che vanno conosciuti per essere arginati con consapevolezza: andando alla ricerca di risposte, spesso i genitori rischiano così di “sovra medicalizzare” i figli autonomamente.

Spesso, in farmacia, sentiamo dire frasi come: "Ho letto su internet che per la tosse serve questo rimedio, è miracoloso!" - "Tengo sempre in casa un antibiotico per le emergenze" - o ancora – "Il bambino ha un pochino di febbre, meglio abbassarla subito!".

Se è vero che ogni genitore è convinto di conoscere meglio di chiunque altro il proprio figlio, in medicina l’istinto comunque non basta: l’automedicazione può portare a grossi inconvenienti,come assumere farmaci quando non necessario o creare pericolose resistenze nel caso degli antibiotici.

Questi sono alcuni dei rischi che si corrono quando non si rispetta la posologia o, ad esempio, si interrompe la cura antibiotica dopo tre giorni, semplicemente all’attenuarsi dei sintomi.

Anche tenere l’antibiotico di scorta nell’armadietto - perché di domenica potrebbe arrivare un brutto mal di gola! - può aumentare gli utilizzi impropri.

I bambini oggi sono iper-igienizzati, vestiti in innumerevoli strati perché non sia mai arrivi il fatidico colpo d’aria e poi: sudano, non si muovono liberamente, non si sporcano perché in terra ci sono i microbi, però poi, per esempio, non sanno lavarsi correttamente le mani, pulendole con cura e dedicando al lavaggio il tempo necessario.

E quando i bambini si ammalano per davvero?

Quando sopraggiungono le tanto temute patologie come influenza, bronchite o altre sindromi influenzali, può accadere che, se entrambi i genitori lavorano, si trovano costretti a portare i figli a scuola anche se non completamente guariti, magari sotto effetto di antipiretici per evitare la febbre nelle ore scolastiche.

Abbiamo via via perso la consapevolezza di quanto sia importante la convalescenza, ovvero i tre giorni passati a casa anche quando i sintomi acuti come la febbre sono scomparsi.

Questo perché, nella società di oggi, è venuta oggettivamente a mancare una rete assistenziale di supporto alle famiglie: mamme e papà che lavorano lo sanno bene!

Nel ricambio generazionale certamente molte cose è bene che siano state superate, ma forse vale la pena per noi genitori tornare con la memoria a quando eravamo bambini e quanto abbiamo amato giocare in libertà, all’aperto… correre a perdifiato nei prati e tornare a casa ricoperti di fango e felici. Ai miei tempi era diverso, vero! Ma alcuni saggi insegnamenti possono sicuramente tornare utili anche oggi.

di Claudia Brattini
Farmacista