In ambito scolastico è possibile individuare e selezionare dei profili scolastici in cui è forte il sospetto che ci possa essere nel tempo un’evoluzione nel quadro clinico che rientra nella diagnosi di Disturbi Specifico di Apprendimento.
Sebbene la suddetta diagnosi non possa essere elaborata prima della fine della seconda elementare/inizio terza per la dislessia e disortografia e fine terza elementare per la discalculia già al termine della prima classe ed inizio della seconda della scuola primaria e anche durante la scuola dell’infanzia le insegnanti possono rilevare degli indicatori di rischio.
Considerata l’importanza dell’identificazione precoce delle suddette problematiche per permettere di effettuare un intervento tempestivo e precoce,
che vada a limitare l’evoluzione del quadro clinico, risulta di nodale rilevanza effettuare gli screening per l’individuazione di soggetti a rischio.
Lo screening si può avvalere sia dell’uso di test standardizzati relativi alle competenze da valutare rivolti direttamente agli alunni e sia di questionari osservativi e/o interviste semi-strutturate agli adulti di riferimento (genitori ed insegnanti).
Nelle scuole deve essere identificato un referente che deve aver acquisito una formazione adeguata e specifica sulle suddette tematiche, a seguito di corsi formalizzati o in base a percorsi di formazione personali e/o alla propria pratica esperienziale/didattica, che abbia sviluppato le competenze necessarie per organizzare formazione e/o screening efficaci nelle scuole e che pertanto possa diventare anche un punto di riferimento all’interno della scuola per tutti gli altri colleghi. Il suddetto insegnante può avvalersi del supporto di specialisti del settore quali gli operatori sanitari territoriali.
I test utilizzati per lo screening per i DSA permettono di svolgere un’osservazione quantitativa che va ad integrare l’osservazione qualitativa che effettua l’insegnante che è solitamente il primo a rilevare ed a segnalare difficoltà nel percorso scolastico. Con lo screening perciò si possono effettuare delle misure del livello di acquisizione di un particolare apprendimento e quando si individuano delle difficoltà permette di mettere in atto un intervento più precoce possibile.
Una volta identificati gli alunni a rischio mediante gli screening il docente ne dovrà fare comunicazione alla famiglia invitandola ad effettuare gli accertamenti clinici del caso con gli specialisti di riferimento ed inoltre intanto potrà condividere con i genitori gli interventi didattici e pedagogici adeguati da attuare rispetto alle difficoltà rilevate in attesa della diagnosi definitiva elaborata dallo specialista del settore in base alla quale poi verrà elaborato il piano didattico personalizzato (PDP).
a cura dott.ssa Mariangela Pinci
neuropsichiatra infantile