Quando i nonni cadono nel silenzio, tutta la famiglia perde un legame prezioso. Scopri come l’ascolto tra generazioni può ricucire le relazioni.
Il legame tra nonni, genitori e nipoti è tenuto insieme da un filo delicato. Quando i confini diventano muri e il rispetto si spezza, la famiglia perde la sua memoria viva. Riscoprire l’ascolto profondo può restituire voce e dignità a tutte le età.

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Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.
Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!
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Il ruolo dei nonni oggi: tra memoria e fragilità
La figura del nonno e della nonna è da sempre simbolo di saggezza, accoglienza e memoria. Eppure, nelle famiglie di oggi, quel ruolo si fa più fragile.
La relazione con i nipoti è quasi sempre mediata dai genitori: un equilibrio complesso, dove si stabiliscono limiti e regole, come è giusto che sia.
Un genitore è il primo responsabile dei propri figli, ma cosa accade quando quei limiti vengono posti con rabbia, con parole o atteggiamenti che finiscono per ferire e umiliare la generazione precedente? Un nonno o una nonna soffre spesso tre volte:
- la prima per la distanza dai nipoti;
- la seconda per il conflitto con i propri figli (genitori di quei nipoti);
- la terza per il dolore del non riconoscimento della propria età, che alle volte può diventare sinonimo di saggezza.
Dati sulla solitudine degli anziani
In un Paese che invecchia rapidamente, questo dolore non è invisibile. Secondo l’Istat (rapporto 2023 “Anziani e qualità della vita”), quasi il 40% degli over 75 vive da solo e uno su tre dichiara di sentirsi spesso o molto spesso solo. La solitudine, dicono i ricercatori, aumenta i rischi di depressione e peggiora la salute fisica tanto quanto il fumo o l’inattività.
Durante la pandemia, poi, l’isolamento ha inciso duramente: una ricerca pubblicata dal Journal of Gerontology (2022) ha mostrato che il 34% dei nonni privati del contatto con i nipoti ha sviluppato sintomi depressivi, contro il 26% di chi ha potuto mantenere la relazione.
Quando la rete familiare si spezza, non soffre solo l’anziano, ma l’intero ecosistema emotivo di una casa.
Riscoprire l’ascolto tra generazioni
I nonni non sono solo custodi del passato. Sono archivi di vita, ma anche presenze in grado di offrire ai bambini uno sguardo più lento, una forma diversa di attenzione.
Quanta saggezza perdiamo quando non li ascoltiamo? Quanta forza potremmo ritrovare se imparassimo a chiedere, con semplicità: “Come stai?” non per dovere, ma per curiosità sincera.
La relazione tra genitori e nonni è anche un banco di prova per la nostra maturità emotiva.
Quando un figlio adulto impone limiti con durezza, può inavvertitamente svalutare la figura del nonno. Questo genera confusione nei bambini che si trovano tra due lealtà, e la frattura si amplia.
A volte basterebbe più dialogo, più fiducia reciproca, per evitare che le incomprensioni diventino esclusione. Per approfondire come i nonni possano diventare una presenza attiva e protettiva nella famiglia, leggi anche: I nonni possono proteggere la famiglia ascoltando figli e nipoti?
Tre generazioni da riconnettere: il valore del “cerchio”
Immaginiamo se, oltre a chiedere ai nostri figli come stanno, imparassimo a chiedere lo stesso ai nostri genitori. Se lasciassimo da parte l’ansia da lavoro e i ritmi che ci allontanano dall’ascolto, e ci regalassimo il tempo di sederci insieme, tre generazioni attorno a un tavolo o in cerchio, per parlare e ascoltare senza interrompere, senza giudicare.
La comunicazione in cerchio offre un modello prezioso per questo:
- ogni voce ha lo stesso valore,
- ogni parola è accolta con rispetto,
- ogni emozione può essere nominata senza paura.
Non è solo un metodo, ma un atteggiamento di vita.
In famiglia, può diventare lo spazio dove i nonni raccontano, i genitori riflettono, i nipoti domandano e tutti imparano qualcosa gli uni dagli altri.
Non tutte le ferite familiari possono guarire in fretta. Ma quando scegliamo di restare in ascolto, anche il silenzio si trasforma in presenza. Riconoscere il dolore dei nonni, la fatica dei genitori e la curiosità dei nipoti è il primo passo per costruire una nuova alleanza tra le generazioni.
Solo se impariamo ad ascoltarci davvero, potremo restare connessi nel filo più prezioso che abbiamo: quello che tiene insieme il tempo, la memoria e l’amore.

ANTONIO GRAZIANO
esperto di comunicazione in cerchio
CONTATTI web: antoniograziano.com
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