Come posso sapere se mio figlio ha un disturbo specifico di apprendimento?

Riconoscere il disturbo specifico dell’apprendimento D.S.A. Richiede diverse competenze e diverse professionalità e possono essere molte le persone che principalmente, lo studente e la famiglia,

possono incontrare in un percorso che può spaventare la famiglia ma che diventa necessario per il bene del bambino affinché possa continuare, nel caso venga diagnosticato il disturbo, a vivere in serenità nel gruppo classe senza sentirsi inadeguato ma anzi possa essere aiutato nel migliore dei modi nel suo percorso d’apprendimento scolastico proprio dalle sue insegnanti. L’iter d’identificazione del D.S.A. può essere sintetizzato in queste tre fasi:

Identificazione precoce del disturbo. I docenti attraverso il lavoro in classe possono identificare sospette difficoltà ponendo attenzione sull’apprendimento delle abilità fondamentali nella lettura, nella scrittura e nel calcolo oppure attraverso uno screening, cioè alcune prove collettive somministrate all’intera classe come ad esempio dettati, comprensione del testo, ecc., effettuate al termine della seconda elementare per l’area linguistica e in terza elementare per quella matematica, previa comunicazione alla famiglia. Nel caso s’identificassero bambini a rischio si suggerirà una valutazione clinica.

Richiesta di valutazione e diagnosi. La valutazione clinica può essere effettuata, presso le AUSL o privatamente, da uno psicologo specializzato in neuropsichiatria infantile, coadiuvato da un logopedista. Insieme testeranno il quoziente intellettivo per l’età di riferimento e le abilità che possono risultare deficitarie. In alcuni casi potranno essere effettuati test con audiometristi e optometristi che misureranno le funzioni uditive e visive al fine di escludere patologie che possono inficiare l’apprendimento ma non rientrare nella diagnosi di D.S.A. Se la valutazione risulterà positiva, verrà redatta una diagnosi che, a discrezione della famiglia, potrà essere presentata alla scuola per la formulazione di un piano didattico personalizzato elaborato dai docenti o dal consiglio di classe, con la collaborazione della famiglia e degli specialisti coinvolti.

Riabilitazione e provvedimenti compensativi e dispensativi. In questa fase possono entrare in gioco diverse figure, in base alle esigenze del ragazzo, alcune delle quali sono: gli insegnanti che tramite una didattica personalizzata gli permettano di raggiungere gli obiettivi curricolari; il logopedista che si occuperà delle difficoltà di linguaggio orale e scritto attraverso attività mirate e di tipo riabilitativo ed infine il tutor che attraverso il compito a casa lo aiuterà a trovare le strategie e il metodo di studio più congeniale.

a cura dott.ssa Marina Ciampoli
ex responsabile unità pediatrica-nido Ospedale Palestrina (RM)