Adolescenza e social: cosa spinge un figlio a scomparire senza lasciare traccia?

Si assistite sempre più a casi di giovani che, improvvisamente, non fanno rientro a casa e scompaiono nel nulla.

Ragazzi che lasciano messaggi inquietanti su Instagram che fanno pensare ad un possibile suicidio o a un epilogo della vicenda poco rassicurante. Questo fenomeno preoccupa non solo i genitori ma l'intera comunità. Ma cosa porta un adolescente a scegliere di allontanarsi in questo modo?

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Qual è il ruolo dei social nel malessere degli adolescenti?

L’adolescenza è un periodo estremamente complesso dal punto di vista emotivo e sociale, in cui l'equilibrio tra mente e corpo assume un ruolo determinante.

È come se un adolescente si guardasse allo specchio e vedesse un’immagine di se confusa, deformata. È un momento della nostra vita in cui non riusciamo bene a percepire ciò che siamo. Queste sensazioni “fisiche”, si innescano anche nella nostra mente a tal punto da non permetterci di percepire bene ciò che siamo e, soprattutto, chi siamo.

I social media possono amplificare questa sensazione di incertezza, alimentando paragoni negativi e sentimenti di inadeguatezza. La componente "social" diventa quindi un fattore critico in questo delicato equilibrio. Puoi approfondire leggendo: Internet per i tuoi figli? Ecco come sfruttarlo al meglio!

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Quali sono i segnali che indicano un disagio sociale?

L’adolescente può sentirsi fragile e vulnerabile. Ad innescare il problema, cosi come riportato in diversi studi clinici, sono il nostro sistema endocrino, l’ultima parte del cervello e quella frontale ma non solo. Ad essere coinvolte sono anche la componente familiare ed emotiva. Pertanto, queste tre dimensioni interagiscono e determinano la sintesi di una personalità estremamente fragile.

Nella maggior parte dei casi i ragazzi superano, nel tempo, questa crisi e centrano l’obiettivo di raggiungere una personalità stabile che li porterà ad essere adulti sicuri. In altre situazioni, invece, si potrebbero innescare reazioni più problematiche.

Come dobbiamo intendere questa fragilità?

Secondo l'OMS, circa un ragazzo su sette tra i 10 e i 19 anni soffre di un disturbo mentale, come depressione o disturbi comportamentali. Queste criticità, se non trattate all’esordio, sono destinate a compromettere la salute psichica evolvendo in condizioni psichiatriche più complesse e più difficili da affrontare a livello terapeutico. 

La dipendenza da internet e social media, l'ansia e i disturbi alimentari sono sempre più frequenti ma vissuti intimamente dal ragazzo e, nella maggior parte dei casi, non visibili al genitore. A queste aggiungiamo il disagio esternalizzato come l’aggressività, l’abuso di alcol, l’autolesionismo e le difficoltà scolastiche. A questo proposito, puoi approfondire leggendo: Cosa sta accadendo alle nuove generazioni?

Che campanelli d’allarme non vanno sottovaluti?

Se un ragazzo mostra un cambiamento improvviso nelle abitudini, come problemi a scuola o isolamento sociale, è importante cercare di capire le ragioni. I social media possono essere un rifugio per molti adolescenti, ma possono anche diventare una prigione invisibile. Il senso di solitudine, l'assenza di interazione con i coetanei e il ritiro sociale dovrebbero spingere i genitori a indagare con delicatezza e apertura.

Come possono i genitori aiutare a prevenire queste situazioni?

I genitori possono giocare un ruolo chiave creando un ambiente familiare sereno e privo di conflitti, evitando critiche eccessive e cercando di stabilire un dialogo aperto. Incoraggiare i ragazzi a parlare delle loro esperienze online, dei social e di come si sentono è fondamentale. È anche utile promuovere il supporto psicologico, sfatando lo stigma associato alla figura dello psicologo, visto non come un "medico che cura i pazzi", ma come un professionista che può offrire un aiuto prezioso.

Perché è importante parlare con un esperto?

Consultare uno psicologo non dovrebbe essere visto come un tabù. Le scuole offrono spesso sportelli d’ascolto aperti a tutti, compresi i genitori e gli insegnanti. Parlare con un esperto può prevenire il dilagare di disagi e sofferenze non espresse che difficilmente emergerebbero all’interno del contesto familiare.

Concludendo, l’attenzione ai segnali di disagio sui social e il dialogo aperto possono fare la differenza. Capire le dinamiche sociali dei propri figli è essenziale per prevenire e gestire situazioni critiche.

RAFFAELE FOCAROLI 
pedagogista esperto in scienze comportamentali ed educazione emozionale

CONTATTI web: centrofamigliaefigli.it

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