Vogliamo crescere figli felici? Ascoltiamo i consigli di Paolo Crepet

«Ragazzi, siate curiosi, coraggiosi e anche un po' strani»

Mordere il cielo (Mondadori) non è solo l'ultimo libro dello psichiatra e sociologo Paolo Crepet, è un'esortazione: «Cercate di vivere ogni emozione. Buttatevi e difendetevi da questa progressiva discesa verso l'indifferenza che sta contagiando l'umanità. Siate curiosi, coraggiosi e apritevi al mondo, che è pieno di storie da ascoltare».

E, se è possibile, aggiunge lodando il nostro progetto "Bambini e Genitori" a sostegno della genitorialità, «fate rete con altre famiglie, puntando sul rispetto reciproco senza avere l'ambizione scriteriata di arrivare a chissà quale verità».

Genitori alle prese con gli schermi

Professore, insiste spesso sulla necessità di tornare ai giochi di una volta. Come si educano oggi bambini che già in tenera sono alle prese con uno schermo?
«Forse la pandemia ha un po' peggiorato la situazione, ma la china era stata presa da anni. I bambini non giocano più. Ci sono ragazzini che sono tirati su con un device. Non capire che questo tempo è rubato al gioco è raccapricciante. Giocare alla Playstation non è giocare. Il gioco è nascondersi dietro una siepe, rincorrersi, rotolarsi, arrampicarsi sugli alberi. Usare i pennarelli, la plastilina. Cose che abbiamo sempre fatto e che ora con la modernità e il politically correct si vogliono correggere. È una atroce assurdità».


Con la scusa di proteggerli a tutti i costi, si è addirittura iniziato a metter mano alle favole tradizionali. Cosa ne pensa?
«La ritengo una azione da sciacalli. Ma come si permettono? Che Cappuccetto Rosso venga emendato mi fa venire i brividi. Se volete raccontare ai bimbi una favola neutra, poi non vi lamentate se diventeranno adulti senza emozioni, senza spirito critico, non in grado di affrontare il mondo; adulti che resteranno chiusi in casa per precauzione. Non possiamo togliergli tutto, i voti negativi, il pericolo. Ritengo che se si vive, non si avrà paura della vita. Se non lo si fa, si avrà sempre paura».

Le risorse "eXtra" per crescerli sereni

Tira fuori "X factor" che è in te!

Scegli di usare le +💯EXTRA risorse che semplificano il tuo educare: webinair, approfondimenti, guide per genitori e tante aree ludico-didattiche + gioco-esperienze per farli imparare divertendosi!

Figli che si prendono la luna

Per citare un altro suo libro, cosa può fare un genitore per aiutare un figlio a prendersi la luna?
«Insegnargli a buttarsi, spingerlo a rischiare. Leggendo storie, lasciandolo giocare. Il gioco ha una particolarità: insegna a perdere. È giocando che si inizia a capire cos'è la vita. Quando un tuo amichetto ti batte, quando improvvisamente non ti saluta più. Si parla tanto di disagio giovanile. E perché i ragazzi di oggi sono così fragili? Perché li si è protetti troppo, paradossalmente lasciandoli ancora più soli».


Cosa si aspetterebbero, invece, dai propri genitori?
«Certo, non grandi rivoluzioni. Ma ascolto e attenzioni. Basta andare la sera a cena in un qualsiasi ristorante per capire cosa ricevono in cambio delle loro richieste di affetto: è pieno di bambini piccolissimi a cui si offre un tablet per chetarli. Bambini costretti a scrollare immagini inutili, che si adeguano a questa pedagogia di quart'ordine. L'effetto è paradossale: questa mancanza di emozioni, a cui si aggiunge una totale assenza di regole, fa sì che l'età pediatrica si concluda precocemente e si entri in adolescenza già a 12 anni. Un'età in cui succede qualsiasi cosa con ragazzini e ragazzine che (scuote la testa) fanno "seratona". Seratona? Come fossero piccoli adulti ubriachi. Ma dove sono i genitori, si sono dileguati? Io non faccio il prete, non mi scandalizzo, ma penso che 13 anni sia un'età in cui si dovrebbe ancora giocare».

L’adolescenza dei genitori

Parallelamente, i genitori sembrano adolescenti. Perché non è più logico che il loro ruolo sia porre regole e confini?
«Perché non sanno più fare i "capitani". Sono dei signori nessuno diventati chaperon. Ma è normale andarli a prendere ancora a scuola in età da liceo? La città è diventata improvvisamente piena di gangster? Mio padre neanche sapeva dove fosse il mio liceo. Semplicemente, perché il liceo era una cosa mia. Lui era il soprintendente, non l'accompagnatore. Ma quanto deve durare questa pantomima? Possibile che non possano neanche prendere un treno senza che qualcuno porga loro lo schemino dei cambi da fare? È normale telefonare a un figlio adolescente cinque volte in un pomeriggio? Necessario controllarlo minuto per minuto, geolocalizzarlo? Di cosa avete paura? Mi sembra che fra chat e registro elettronico, siamo davanti ad una generazione di adulti totalmente evaporata. Saranno mai in grado, questi ragazzi, di diventare la classe dirigente di domani? Io temo di no».


Che consiglio spot si sente allora di dare a un genitore di oggi?
«Riproduca ciò che faceva sua nonna. Fissi gli orari di cena, momento in cui tutta la famiglia si confronterà, e ne esiga il rispetto».

ALESSANDRA TESTA
giornalista, direttrice responsabile Rivista Etica "Genitori"

CONTATTI e-mail: redazione@bambiniegenitori.it

Le riviste etiche da leggere e ascoltare

👉 sfogliale

Vuoi ricevere contenuti eXtra per semplificare il tuo educare?

Ti arrivano a casa per 1 anno in MAXI-FORMATO con tutti i numeri delle riviste etiche Genitori + Nipoti&Nonni


TI È PIACIUTO? Allora, seguici: ti rafforzi!
Vai su Instagram, lascia un 🧡 e partecipa alla Community Etica per famiglie di "Bambini e Genitori" che semplifica il tuo educare.

L'HAI TROVATO UTILE? CONDIVIDILO! 👇 USA I PULSANTI QUI SOTTO