
Non hai tempo di leggere? Ascolta!
In un'epoca caratterizzata da fretta e frenesia, la possibilità di prendere tempo per fermarsi ed ascoltarsi sembra qualcosa di molto lontano.
Le nostre mani sono un intreccio di movimenti e un passaggio continuo di cose ed oggetti e ciò che non manca mai accanto a noi è lo smartphone; tanto che per evitare la sua dispersione nei meandri più oscuri di borse, borsette, zaini e cassetti lo teniamo addirittura al collo come fedele compagno.
Diventa uno strumento di compagnia, anche quando la possibilità di stare insieme potrebbe essere qualcosa da toccare con mano o meglio per prendersi per mano.

Questo contenuto? È Certificato!
Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.
Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!
Prendersi tempo per stare insieme
Stare accanto ai propri figli, starci accanto in modo autentico vuol dire esserci quando si raccontano, ci mostrano qualcosa creato da loro, quando all’uscita della scuola hanno bisogno di essere visti e ascoltati e in particolar modo quando il loro bisogno di attenzione e ascolto si esprime in modo disfunzionale. A questo proposito, puoi approfondire leggendo: So… stare con te, nel nostro tempo!
Quando un figlio inizia a piangere, ad urlare, andiamo in affanno e per far tacere quell’emozione gli “somministriamo” immediatamente video e canzoncine. L’obiettivo è distrarlo, offrirgli la possibilità di non pensare a ciò che gli ha creato rabbia, tristezza, delusione reprimendo in quel modo ciò che sente, non lasciando spazio per poter stare dentro a ciò che prova e stargli vicino per educarlo a questo sentire.
La postura più funzionale sarebbe quella di poter contenere quel sentimento ed educarlo affinché la frustrazione possa diventare qualcosa con la quale convivere, senza che sia distruttiva per sé stesso, per gli altri oppure compressa con l’utopia che in questo modo i bambini possano evitare di soffrire.
Questo avviene senza la mediazione di schermi ma con una comunicazione efficace fatta di Ascolto attivo, Empatia e Reciprocità.
Zygmunt Bauman ci racconta di come “i legami sono stati sostituiti dalle “connessioni”. Mentre i legami creano impegno, “connettere” e “disconnettere” è un gioco da bambini. Sui social si possono avere centinaia di amici muovendo un dito. Farsi degli amici offline è più complicato. Ciò che si guadagna in quantità, si perde in qualità. Ciò che si guadagna in facilità, si perde in sicurezza”.
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Perdersi il tempo per stare insieme
Cresciamo e i nostri figli crescono accanto alla tecnologia che non è necessario che sia demonizzata ma va educata. I bambini vanno letteralmente accompagnati ad un uso intelligente ed equilibrato dei dispositivi, affinché non siano considerati oggetti pericolosi ma strumenti da utilizzare con cura.
Quando parlo di cura, intendo proprio l’attenzione verso cellulari, tablet, pc altrimenti il rischio che si corre, molto alto, è quello di perdere e perdersi un tempo reale, vero, fatto di relazioni autentiche che lasciano traccia nell’essere dei propri figli.
Quanto è importante esserci nella relazione con i propri figli affinché possano costruire una buona immagine di sé? Sappiamo che l’identità non è altro che un prodotto sociale che nasce proprio dalle interazioni, in primis, con le figure di riferimento.
Potersi fermare, quando i nostri bambini ci chiedono di guardarli, di ascoltarli, significa sono importanti per noi e che meritano la nostra attenzione. Questo aiuta il bambino a crearsi una buona immagine di sé, a pensarsi come importante e fare cose interessanti.
Se vuoi approfondire, può esserti utile leggere: Quell’età desiderante che ha bisogno di calma…
È diventato imprescindibile come genitori avere consapevolezza sull’utilizzo delle tecnologie, ricordando che la crescita dei figli ha le basi nell’esperienza delle relazioni che passano attraverso il corpo. Tra i differenti modi di educare, c’è un importante atteggiamento da utilizzare che è l’esempio. Ancora una volta, noi adulti abbiamo una grande responsabilità nei confronti dei bambini che saranno gli adulti del domani.

CHIARA MANCUSO
educatrice, pedagogista esperta nella fascia 0-6 anni
CONTATTI telefonici: 347.448.06.92
Instagram: @chiaramancuso.peda
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