Figli e nuovi inizi scolastici: come gestire la nanna? La tecnologia può aiutarci?

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Di tutti i nuovi inizi scolastici dei nostri figli, il primo è tra tutti il più delicato.

L’ambientamento al nido è una prima vera separazione tra genitore e bambino che può portare incertezze, soprattutto riguardo alla nanna. Durante le prime settimane, è possibile notare dei cambiamenti nel comportamento del bambino.

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Come affrontare la nanna all'asilo?

Uno dei pensieri più ricorrenti tra i genitori è proprio legato al sonno: "Come farà a dormire senza di me?" o "Si addormenta solo in braccio, come faranno le maestre?" sono domande frequenti. È normale sentirsi in colpa o avere dubbi, ma è importante ricordare che gli educatori sono preparati a creare rituali e routine che aiutino il bambino a vivere serenamente la nuova esperienza. La pazienza è fondamentale: ogni bimbo ha bisogno dei suoi tempi per ambientarsi.

Un punto cruciale per facilitare l’ambientamento è condividere tutte le informazioni necessarie con le educatrici: Cosa preferisce il tuo bambino per addormentarsi? Quali sono le sue abitudini? Questo aiuterà a creare un legame di fiducia tra i genitori e il personale, fondamentale per un inserimento graduale e senza traumi.

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“Perché a casa è più nervoso e dorme peggio di notte?”

È una reazione comune: il distacco dal genitore e l’ingresso in un nuovo ambiente possono provocare una temporanea regressione del sonno: un fenomeno fisiologico che generalmente dura 3 o 4 settimane, nelle quali è fondamentale garantire al bambino il massimo contatto e presenza, soprattutto durante la notte.

Gli strumenti virtuali possono aiutarci?

Negli ultimi anni, molti genitori si affidano a strumenti virtuali come Siri o Alexa per raccontare fiabe della buonanotte. Ma un assistente vocale può davvero sostituire la voce calda di un genitore? La risposta è no. Le evidenze scientifiche dimostrano che l’abuso di schermi prima di dormire può causare disturbi del sonno, interferendo con la produzione di melatonina, l'ormone del sonno. Il ricordo di un genitore che ci racconta una fiaba resta indelebile per tutta la vita, la sua voce riecheggia negli anni. Anche da adulti, nessuno si ricorda di un cantastorie, ma tutti ci ricordiamo dei nostri genitori quando cantavano per noi o ci inventavano storie… questi dispositivi, se usati in questo modo, ci allontanano dalle persone che amiamo!

Come evitare l’uso eccessivo degli strumenti tecnologici?

Molti genitori si trovano a pensare: "Se non gli do il telefono, piange troppo!" Tuttavia, è importante ricordare che i dispositivi digitali possono creare dipendenza e alterare lo sviluppo cerebrale del bambino creando una vera e propria dipendenza.

Solo il genitore può entrare in connessione con il bimbo che in quel momento esprime un forte disagio: può parlargli, cantare, raccontare una storia, ecc… lo smartphone non è uno strumento per calmare il bambino, ma uno strumento per lenire il disagio del genitore nel sentire il pianto del suo bimbo. A questo proposito, puoi approfondire leggendo: Separazione: il pianto dei bambini e le lacrime dei genitori…

Quali sono i rituali della buonanotte efficaci?

I rituali sono fondamentali per i bambini. Creare una routine serena, con una favola raccontata dalla voce del genitore, aiuta a prepararli al sonno. Alleniamo la mente dei nostri bambini a fare attenzione alle cose belle che ci accadono, perché possano crescere positivi e resilienti. Un’idea efficace è il gioco delle "3W" (What Went Well), e cioè “Cosa è andato bene?”

Questo semplice gioco consiste nel chiedere al bambino di raccontarci qualcosa di bello che gli è capitato durante il giorno, e magari anche noi gli raccontiamo le nostre. Possono essere cose piccole… un fiore sbocciato, una caramella ricevuta, una telefonata inaspettata, un’amica che ci ha invitato a casa sua a giocare…

Focalizzare l’attenzione sulle emozioni positive lo aiuterà a chiudere la giornata con pensieri che favoriscono un sonno sereno e un risveglio carico di buon umore, pronti per affrontare con la giusta grinta un nuovo giorno di vita!

E se vuoi approfondire, può esserti utile leggere: Qual è il cibo giusto per l’anima dei nostri bambini?

RONDINE DE LUCA
puericultrice e sleep coach, fondatrice Accademia formazione consulenti del sonno

CONTATTI web: lefatedellananna.it
Instagram: @lefatedellananna

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