Il futuro di tuo figlio autistico ti spaventa? E se iniziasse proprio da oggi?

“Vostro figlio è autistico.”
Una frase che resta addosso. Tutti noi genitori che l’abbiamo sentita pronunciare ricordiamo perfettamente quel momento: lo smarrimento, il dolore, le lacrime. Poi arrivano le domande, quelle che fanno più rumore del silenzio.

Sappiamo che dall’autismo non si guarisce. Non si ha l’autismo: si è autistici. È un modo diverso di funzionare, di sentire, di stare nel mondo. Una condizione che accompagnerà i nostri figli per tutta la vita, diventando il loro sguardo sulla realtà… e spesso anche la lente con cui verranno guardati dagli altri.avedere una speranza di fronte ad una diagnosi così cruda. Dall’autismo non si guarisce, non si ha l’autismo, si è autistici e questa condizione accompagna i nostri figli per tutta la vita.

Come si fa a non avere paura del futuro?

Essere ottimisti non è sempre possibile. Per noi genitori non si tratta di “pre-occuparci” di qualcosa che forse accadrà, ma di occuparci oggi di una realtà che già esiste. Ed è faticoso.

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Che adulto diventerà mio figlio?

“Avrà un lavoro?”
“Riuscirà ad avere amici?”
“Potrà costruirsi una famiglia?”

Sono domande che tornano, soprattutto nei momenti difficili: dopo una crisi, davanti a un comportamento problema, quando ci sentiamo svuotati e senza orizzonte. Il mondo, diciamolo, non è accogliente con la diversità. Le sue regole sono rigide, i suoi codici spesso incomprensibili per i nostri bambini, che sembrano catapultati su un pianeta estraneo.

Perché ci sentiamo così soli?

Alla difficoltà quotidiana si aggiunge altro: la scarsa conoscenza dell’autismo a livello sociale, istituzioni che negano terapie fondamentali, una scuola spesso impreparata ad accogliere e sostenere le disabilità neuro-cognitive. Tutto questo rende ancora più difficile guardare al domani con fiducia, e trasmetterla ai nostri figli sembra, a volte, impossibile.

Da dove nasce allora la forza di andare avanti?

Eppure, dentro ognuno di noi c’è qualcosa di antico e potente: l’istinto di proteggere e di lottare per i propri figli. È quello che ci fa rimboccare le maniche subito dopo la diagnosi. Facciamo sacrifici, cerchiamo terapie, costruiamo opportunità dove non esistono: sport, svago, cultura, relazioni.

Lo abbiamo sempre fatto così, da genitori: un passo alla volta, ogni giorno, anche quando sembra di essere soli.

E se il futuro si costruisse proprio adesso?

In fondo, siamo troppo impegnati nel presente per perderci nel domani. Perché sappiamo una cosa fondamentale: lavorando oggi, con costanza e dedizione, il futuro dei nostri bambini può davvero essere migliore.

Per noi genitori di figli autistici più che per chiunque altro vale una verità semplice, ma solida come una roccia: il futuro non si aspetta, si costruisce nel presente.

Ed è così che si è sempre fatto.

Per approfondire puoi leggere La torre del silenzio: l'autismo - Bambini e Genitori e Cosa precede e cosa segue alla diagnosi di autismo? - Bambini e Genitori e visitare Osservatorio Nazionale Autismo - OssNA

FRANCESCA DELMONTE
presidente "Comitato Autismo 365"

CONTATTI web: autismo365.it

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