Il ghosting e altri difficili sentimenti… come aiutare i figli ad affrontarli?

La tecnologia ha cambiato profondamente le nostre modalità comunicative… le telefonate sono state in parte sostituite da messaggi sintetici o vocali riproducibili addirittura ad una velocità accelerata per far prima.


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Comunicazioni veloci, spesso scritte con abbreviazioni, emoji e senza punteggiatura, dove il vero messaggio di fondo diventa parafrasabile in: dillo in fretta che non ho tempo di ascoltare”.

Allo stesso modo, le relazioni tra persone si sono trasformate in qualcosa di sempre più superficiale e utilitaristico per i propri bisogni narcisistici, della serie “stiamo insieme, ma non chiedermi di starci troppo dentro!”.

Questo bisogno di “esserci, ma non troppo” va proprio a braccetto con la tecnologia che ti permette di creare delle relazioni emotive nella distanza -paradosso- e ti offre anche la possibilità di interromperle bruscamente nel caso in cui ti dovessi sentire accidentalmente ferito, offeso o annoiato.

L'immagine è composta da tanti cerchi luminosi di differenti colori che si fondono fra loro e rappresenta idealmente l'unione e il sostegno della Community Etica di Bambini e Genitori

Il tono è ovviamente sarcastico; come si fa a pensare di stare dentro una relazione e non provare mai una ferita o un dolore derivante dalla relazione stessa? Ma evidentemente per qualcuno tutto ciò non è tollerabile e, grazie alla tecnologia, ha un’ampia scelta di strumenti per bloccarti o impedirti un riavvicinamento, un chiarimento o ancora meglio “una sorta di riparazione del legame”.

Questo fenomeno si chiama “ghosting”, richiamando chiaramente l’idea del fantasma; è trasversale ed è diffuso in qualunque ambito relazionale (amicale, amoroso, lavorativo). È uno strumento perverso usato per ferire chi ci ha ferito e ha conseguenze molto dolorose per chi viene “ghostato”, ovvero colui che subisce il fenomeno.

La scomparsa improvvisa dell’altro dentro una relazione porta il ghostato a chiedersi in modalità simil-ossessiva cosa abbia detto o fatto di sbagliato per meritarsi questo trattamento; inoltre sopraggiungono emozioni molto dolorose quali delusione, rabbia e tristezza perché ogni tentativo riparativo viene sistematicamente impedito.

Come difendersi allora da questo fenomeno? Innanzitutto, concentra le attenzioni sulla cura di te e sul rispetto che merita la tua persona; non darti colpe e non cercare risposte che non arriveranno mai! Piuttosto impara da queste relazioni quello che non vorrai più vivere in futuro e soprattutto “lascia andare”.

PATRIZIA VALENTI
psicologa e psicoterapeuta
sistemico-relazionale,
direttrice STF Studio Terapia Familiare

Contatti: tel. 339.733.47.11 studioterapiafamiliare@gmail.com


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