«Anche se il mondo è cambiato, anche se esiste chatGpt, il compito delle famiglie resta lo stesso: dare regole, delineare confini e assicurare ascolto ai ragazzi, che sono sempre più fragili».
Paolo Crepet, uno degli psichiatri e sociologi più apprezzati di Italia, è un pilastro dell’associazione Bambini e Genitori, la NOprofit che semplifica l’educare dei genitori.
Uscito in libreria prima dell'estate con Mordere il cielo (Mondadori), oggi prova a fare un parallelo fra l'educazione trasmessa dalla famiglia contemporanea, alle prese con i tanti stimoli del digitale e dell'intelligenza artificiale, e quella che hanno ricevuto i nostri genitori, quando anche lui era figlio.

Con il digitale, i nostri figli ricevono messaggi fuorvianti e stereotipati. Che fare?
«Non è un mistero che le potenzialità delle nuove tecnologie mi fanno un'enorme paura. Ma i genitori si fanno sempre alla stessa maniera: insegnando ai figli il rispetto per se stessi e per gli altri. Essere genitori presenti, ma allo stesso tempo non invadenti, è l'unica cosa da fare. L'esempio che i ragazzi ricevono è importantissimo così come il tempo dell'ascolto che si dedica loro. Le nuove generazioni non sono diverse dalle vecchie: hanno bisogno di essere viste, di non sentirsi invisibili».
Puoi approfondire leggendo: Vita reale vs. Virtuale: alla ricerca dell’orizzonte perduto
Come difendersi dai rischi dell'intelligenza artificiale?
«L'intelligenza artificiale non è pensata per gli adulti. Come dicono molti neuroscienziati, ha lo scopo di svuotare il cervello dei nostri ragazzi. L'obiettivo finale è impossessarsi dell'età evolutiva. Ribelliamoci, facciamo uscire i nostri figli dalle loro camere da letto. Non è così che li proteggiamo, lasciandoli chiusi dentro. Scegliamo l'intelligenza artigianale, spingendoli a usare le mani, sporcarsele, salire sugli alberi, dormire in tenda. Lasciamoli nascondersi dietro una siepe, che fuggire è un diritto universale dell'infanzia. L'intelligenza artigianale è in grado di stimolare la creatività e, dunque, l'autonomia, l'autostima. Abbiamo ucciso il gioco, per essere genitori oggi basta ricordarsi cosa ci dicevano i nostri nonni e replicarlo, paradossalmente spingendo i nostri figli a stare da soli, all'esercizio del coraggio, dando loro fiducia e lasciandogli la libertà di spiccare il volo». A questo proposito, puoi approfondire leggendo: Bisogna avere il coraggio di fare scelte impopolari
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Vanno lasciati liberi anche davanti agli schermi di cellulari e tablet? È giusto mettere password o attivare parental control per filtrare i contenuti?
«In rete, soprattutto i più piccoli, non andrebbero mai lasciati soli. Ci sono troppi pericoli di emulazione, che poi vanno ad alimentare condotte errate come la violenza e il cyberbullismo. Bisogna fare una cernita insieme a loro, aiutandoli a scegliere cosa guardare e cosa escludere. Facendo capire ai nostri figli che a noi interessa moltissimo quel che fanno e che siamo lì per accompagnarli nei dubbi e nelle difficoltà, senza essere castranti o punitivi ma definendo insieme delle regole: i tempi di connessione, per esempio. Tracciamo regole e confini e saranno in grado di fare da soli».
Che effetti ha il digitale su chi sta attraversando la fase della crescita?
«Abbiamo accolto Google positivamente, ma non mi pare abbia portato ad un aumento della lettura dei testi di Giacomo Leopardi. Non ho mai censurato nulla e certo non consiglio di buttare le tecnologie avanzate dalla finestra. Dico, però, che ci sono decine di studi che non vengono citati per non intralciare il business del secolo e che l'intelligenza artificiale nasconde troppi rischi. Ci rendiamo conto che oggi i docenti delle scuole superiori sono costretti a impiegare il loro tempo per capire se un tema lo ha scritto il tal studente o chatGpt? Sono ben contento di essere un eretico e invito tutti a staccare gli occhi dalla terra, dal raggiungimento facile degli obiettivi e di alzare gli occhi verso il cielo, per essere ispirati a vivere la propria vita, non quella degli altri influenzati dagli influencer». Se vuoi proseguire, può esserti utile leggere: Come siamo noi genitori di oggi?

ALESSANDRA TESTA
giornalista, direttrice responsabile Rivista Etica "Genitori"
CONTATTI e-mail: redazione@bambiniegenitori.it
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