L’intervento in ambito scolastico per i bambini affetti da disturbi dello spettro autistico

L’intervento deve essere precoce poiché si deve agire in uno stadio in cui le strutture cerebrali sono ancora in fase di sviluppo e i processi di differenziazione cellulare e di maturazione non si sono ancora conclusi.

L’intervento deve essere intensivo poiché deve investire sia il bambino che la famiglia attraverso l’elaborazione di progetti personalizzati e strutturati. Il termine intensivo si riferisce anche alla necessità di organizzare tempi, spazi e attività del bambino nel corso di una sua giornata usuale. In questo modo le esperienze quotidiane possono assumere una valenza terapeutica. Pertanto l’intervento riabilitativo in tale patologia non riguarda solo la terapia che si svolge nel servizio di riabilitazione, ma è costituito da un progetto più ampio elaborato dall’equipe multidisciplinare guidata dal neuropsichiatria infantile che programma una rete di interventi in ogni ambito della vita del bambino. Il progetto prevede dei programmi idonei ai contesti in cui si opera (famiglia, servizio di riabilitazione) e delle strategie di intervento volte al raggiungimento di obiettivi specifici condivisi. Ciò può essere realizzato mediante un collegamento funzionale ed efficace delle figure coinvolte (genitori, insegnanti, terapisti, Neuropsichiatria Infantile).

L’intervento deve essere inoltre curricolarenel senso che i contenuti devono essere in linea con la necessità di favorire uno sviluppo, quanto più possibile, “tipico” del bambino e devono prevedere una chiara definizione degli obiettivi e un monitoraggio sistematico del percorso terapeutico. La scuola costituisce uno spazio importante che permette di effettuare, nell’interazione con i coetanei, il lavoro sull’attenzione congiunta, la capacità di usare simboli, favorire lo sviluppo di una comunicazione efficace e la modulazione degli stati emotivi. Affinché ciò assuma un valore terapeutico è necessario un coinvolgimento attivo del corpo docenti per definire i contenuti dell’intervento, la strutturazione del contesto di intervento. Per rendere l’intervento efficace bisogna effettuare un’accurata diagnosi funzionale che ci chiarisca i punti di forza e di debolezza del bambino relativi ad ogni area di sviluppo (livello cognitivo, livello di sviluppo della capacità di comunicazione verbale e non, di quello motorio-prassico) e della vita quotidiana (livello delle competenze adattive). Ciò permette di lavorare sul bambino e non sulla diagnosi; pertanto le strategie di intervento devono essere strettamente individualizzate e si devono basare sulle abilità e sugli interessi del bambino.

E’ necessario individuare obiettivi a breve, medio e lungo termine che siano fruibili nella vita quotidiana e che favoriscano l’adattamento del bambino al suo ambiente naturale e ne garantiscano una soddisfacente qualità della vita.• 

a cura dott.ssa Mariangela Pinci
Neuropsichiatria Infantile