Schermi e bambini: a cosa stare attenti per la salute – anche visiva – dei figli?

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Molti genitori si fanno aiutare, soprattutto nell’età dell’infanzia, da escamotage per semplificare i propri compiti educativi quotidiani come far mangiare i figli, metterli a dormire, ecc…

“Se metto i cartoni animati, il mio bambino mangia tutto quello che c’è nel piatto in un baleno!”

“Ho sempre tante cose da fare: non credo sia un problema se lascio guardare qualche video sul tablet a mia figlia mentre mangia, almeno sta tranquilla e io riesco a combinare qualcosa!”

Quanti genitori affermano candidamente queste cose, senza immaginare le conseguenze che un simile comportamento può avere sulla salute, anche visiva, dei loro bambini?

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Quali sono gli effetti?

Un bambino che mangia incantato dallo schermo, che percepisce come “magico” perché pieno di luci, colori e stimoli, mangia il cibo in modo meccanico, ingurgitandolo: non sa cosa mangia né lo apprezza. E così capita spesso che si abitui a mangiare di più di quello che è il suo senso di sazietà che non riesce a percepire perché distratto dai device, aumentando l’assunzione di cibo senza neppure rendersene conto.

E l’obesità è dietro l’angolo, anche se i rischi di salute sono di varia natura:

  • disturbi visivi (affaticamento visivo, occhio secco, miopia, ecc.);
  • disturbi del sonno;
  • disturbi cognitivi;
  • ansia e depressione.

Anche se non è sempre facile e il compito di noi genitori è arduo, impegniamoci per trascorrere insieme ai nostri bambini il tempo dei pasti assaporando il cibo, godendolo con i cinque sensi e socializzando con loro… magari tenendo lontano il nostro smartphone!

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Quindi fa male l’uso della tecnologia nell’infanzia?

È sempre una questione di quantità in rapporto con l’età. Ricordiamo brevemente che la SIP, Società Italiana di Pediatria, suggerisce ai genitori di non far utilizzare dispositivi elettronici ai bambini fino ai 2 anni di età, il tempo concesso sale a un’ora per i bambini di età prescolare e a due ore al massimo per i bambini tra i 5 e gli 8 anni. 

Indicazioni simili vengono dall’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui:

  • fino a due anni: nessun uso di digital device (inclusa la TV);
  • dai 2 ai 4 anni: non più di 1 ora complessiva di tempo trascorso davanti a schermi;
  • dai 5 agli 8 anni:  non più di 2 ore complessive.

Ciò non significa che dobbiamo demonizzare l’uso della tecnologia e che queste indicazioni debbano essere considerate come un divieto assoluto, arrivando a vietare o limitare l’uso del telefono quando utilizzato per il benessere emotivo del bambino, come ad esempio per videochiamare i nonni o salutare un caro lontano…

Ci sono anche casi in cui la tecnologia viene in aiuto alla salute dei bambini, ad esempio per la riabilitazione visiva, che viene gestita con tablet, un timing limitato e dietro indicazioni dello specialista riabilitativo. Se vuoi approfondire, può esserti utile leggere: Aiutiamo i loro occhi ad essere longevi…

Ma la vista? Come proteggerla dagli schermi?

Anche quando si è rilassati davanti agli schermi, gli occhi non smettono di lavorare. I muscoli oculari sono a riposo solo quando osservano oggetti distanti più di 6 metri.

Ecco spiegato perché le nuove tecnologie rappresentano le principali cause dello stress visivo... trascorriamo sempre più tempo davanti a dispositivi digitali e spesso tendiamo ad usarli contemporaneamente. Anche se bambini e ragazzi possono in apparenza non manifestare alcun problema, dobbiamo stare attenti: un problema visivo può danneggiare anche l’apprendimento dei nostri figli perché lo rende sicuramente meno veloce ed efficace. 

Cosa fare in concreto?

La cosa più importante sarebbe procedere con una indagine visiva specifica già in tenera età, in modo da valutare come funzionano gli occhi, prevenire eventuali disturbi e, se emerge un problema, capire come affrontarlo.

Basta così poco per prevenire… genitori, facciamolo!

ENRICA FERRAZZI
scrittrice, divulgatrice e co-fondatrice del Progetto Elisa

CONTATTI telefonici: 334.927.60.38

Instagram: @occhideibimbi
 

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