Io sono nata prima della televisione ed ho vissuto, bambina, l’elettrizzante periodo in cui nel tardo pomeriggio si usciva di casa non per “l’apericena” ma per una merenda tardiva a casa dell’amico, fortunato possessore dell’unica TV del quartiere.
Ci si riuniva in tanti grandi e piccoli e mentre i primi discutevano sui pochi programmi trasmessi o si confrontavano sulle notizie del telegiornale (ce n’era uno solo!) noi piccoli aspettavamo con ansia Carosello… si stava comunque tutti insieme e questo è uno dei ricordi più belli che conservo.
E’ forse per questo che non riesco a demonizzare questo mezzo di diffusione d’idee e conoscenza come spesso oggi si fa, attribuendo alla TV tutte le colpe del mondo: fa diventare obesi/fa diventare miopi/insegna la violenza/diffonde il consumismo/impedisce la socializzazione… trasforma cioè i nostri figli in piccoli disadattati. Siamo sicuri che sia così? Possibile attribuire tanto potere ad un mezzo meccanico, per quanto sofisticato sia diventato? Non sarà forse di noi genitori la colpa di aver trasformato i nostri bambini in tanti piccoli “orfani di genitori viventi” secondo la definizione dello psicologo Ivan Battista? Di aver delegato sia il compito di accudire che quello di educare alla TV baby sitter, loro compagna virtuale sin dalla più tenera età?
Come rimediare allora? Intanto per i più piccoli è molto meglio la lettura o il racconto di una favola nei momenti in cui ci si può dedicare a loro ed è importante trovarli questi momenti! Quando più grandini vorranno vedere la televisione è bene farlo insieme almeno all’inizio, scegliendo i programmi più adatti ed istruttivi ed anche i cartoni più allegri e divertenti… vedrete che divertirà anche voi adulti… in seguito stabilire orari predefiniti da dedicare al video, che verrà sempre dopo lo studio e lo sport e mai per ore ed ore. E quando saranno adolescenti sarebbe importante che anche voi genitori seguiste i programmi che loro preferiscono, magari guardandoli separatamente, ma discutendone poi insieme per stimolare il senso critico dei vostri ragazzi e per fare capire loro che avete interessi in comune e conoscenza della stessa realtà.
Tutto questo sembra banale ma non lo è, sembra ovvio lamentarsi di programmi troppo violenti o volgari senza pensare che questo è dettato dalla famigerata “audience” che rispecchia esattamente ciò che piace alla maggior parte di noi, quindi l’unica arma che ci resta è riuscire ad educare sin da piccoli i nostri figli al gusto per il bello, per ciò che è interessante, pacato ed istruttivo e forse, unendo l’impegno di molti, la TV del futuro sarà migliore ma non chiamiamola per favore cattiva maestra!!
a cura dott.ssa Marina Ciampoli
ex responsabile unità pediatrica-nido Ospedale Palestrina (RM)
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