L’ansia è ospite fissa in famiglia? Ecco come trasformarla nell’opportunità di parlare al nostro cuore

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C’è un vento che soffia silenzioso nelle nostre case. A volte si alza piano, altre volte arriva all’improvviso. È il vento dell’ansia.

L’ansia dei nostri figli e delle nostre figlie si manifesta in richieste continue, nel corpo che si muove senza pace, nei “non riesco” “non voglio” lanciati con rabbia o paura. E l’ansia di noi genitori, che davanti a questi segnali si attiva come una sirena: “Devo risolvere!”, “Cosa gli succede?”, “Forse sto sbagliando tutto!”.

Quando un figlio o una figlia vivono uno stato ansioso, spesso il genitore si sente spinto a intervenire subito. A volte per proteggerlo, altre per contenere il caos. Ma dietro questa spinta c’è, a sua volta, un’ansia adulta: il timore di non essere all’altezza, di non sapere come gestire ciò che accade.

Si crea così un circolo reattivo, dove un papà o una mamma finiscono per alzare la voce o per ritirarsi, mentre dentro si accumulano sensi di colpa, rabbia, impotenza. La casa si trasforma in un piccolo vulcano pronto a esplodere e ciò che nasce da un bisogno diventa una tensione difficile da sciogliere.

Questo meccanismo è molto diffuso. Eppure, esiste un modo diverso per attraversarlo.

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Come affrontare le ansie in famiglia?

La Comunicazione in Cerchio è uno strumento che può portare un respiro in questi momenti di panico, anche tra le mura domestiche. Si tratta di uno spazio di parola condiviso, dove ogni persona – adulta o bambina – può esprimere ciò che sente, osservando i giudizi con consapevolezza, senza interruzioni, senza bisogno di “aggiustare”. È un invito a sospendere l’urgenza e ad ascoltare. Ma non solo: è anche un modo per imparare insieme, genitori e figli, a dare un nome a ciò che accade dentro.

A questo proposito puoi approfondire leggendo:  Sappiamo aiutare i figli a gestire conflitti e a vivere emozioni spiacevoli?

Qualche esempio pratico

Immaginiamo una famiglia che si riunisce in cerchio dopo una giornata difficile. La bambina con le lacrime agli occhi afferma: “Mi arrabbio quando non mi ascoltate e parlate solo di cose da grandi!”. Il papà respira, sente il nodo alla gola e riesce a dire: “A volte ho paura di non sapere che fare quando piangi. E mi innervosisco”. In questo piccolo scambio, accade qualcosa.

Le emozioni trovano voce, le difese si abbassano. Il conflitto assume un altro colore: passa dalla tensione alla connessione. Questo tipo di comunicazione non si avvale di strumenti complessi, ma chiede semplicemente presenza. C’è bisogno:

  • di tempo;
  • di lentezza;
  • di desiderio di comprendere prima di risolvere.

Nella pratica del cerchio, non ci sono soluzioni preconfezionate. C’è piuttosto uno spazio dove genitori e figli possono osservare insieme da dove nasce il bisogno di controllo, di attenzione, di fuga. E lì, nel mezzo del disordine emotivo, possono iniziare a scegliere, insieme, nuove strade.

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Come parlare al nostro cuore

In un tempo in cui l’ansia sembra un’ospite fissa nelle famiglie, la Comunicazione in Cerchio ci invita a cercare soluzioni differenti: non più reagire, ma respirare. Non più riempire il silenzio, ma ascoltarlo. E forse, proprio nel cuore di quel silenzio, ritrovare il filo che unisce la nostra umanità.

Perché in fondo, al di là di ogni ricetta, ciò che fa davvero la differenza è apprendere a parlare al cuore. E quando manifestiamo in maniera autentica ciò che è nascosto al centro del nostro petto, anche l’ansia assume un valore trasformativo. Se vuoi approfondire, puoi leggere: Vuoi crescere figli forti e indipendenti? Scopri la chiave del riconoscimento autentico

ANTONIO GRAZIANO
esperto di comunicazione in cerchio

CONTATTI web: antoniograziano.com

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