Mamma, papà, vorrei tanto rallentare un po’!

“Rallenta mamma.
Abbracciami. Respirami. Regaliamoci momenti.
Lasciamo il mondo fuori con i suoi giudizi e le sue preoccupazioni.
Restiamo così, tu ed io, almeno per un po’.” Giorgia Cozza

Inizio questo articolo con una frase che invita a “vivere tempi lenti” in una dimensione quasi onirica che ci fa riflettere sulle vere esigenze dei nostri figli...

In quest’era digitale la nostra percezione del tempo si è alterata spingendoci a essere sempre più veloci e reattivi ma anche agitati e ansiosi, con lo sguardo costante nel futuro, immersi nelle scadenze e negli impegni incessanti e ritmi troppo elevati.

Questo determina in ciascuno di noi la tendenza ad annoiarsi facilmente con un senso di insoddisfazione costante e la ricerca di emozioni intense, nuove, eccitanti con spazi autoriflessivi enormemente ridotti.

L'immagine è composta da tanti cerchi luminosi di differenti colori che si fondono fra loro e rappresenta idealmente l'unione e il sostegno della Community Etica di Bambini e Genitori

Ma tutta questa frenesia è davvero necessaria? Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa Antonella Esposito, psicologa, psicoterapeuta, esperta in Malattie Rare e Sindromi
Genetiche, che collabora da tempo con Nascere Klinefelter ODV, coordinando progetti e percorsi di sostegno alla genitorialità. Ecco le sue parole:

Saper aspettare è una conquista! È la capacità di rimandare l’appagamento di un desiderio immediato in vista di uno scopo più a lungo termine.

Questa funzione della corteccia prefrontale si sviluppa definitivamente intorno ai 25 anni. Ed è il risultato di un processo di apprendimento che il bambino conquista un pezzetto alla volta non solo per la sua genetica” ma anche per il modello e le regole educative trasmesse, per le strategie di problem solving e di coping, per il contesto sociale, economico, culturale nel quale cresce.

Che grande conquista è rallentare per i nostri figli e imparare a non volere tutto e subito”! E soprattutto impararlo da noi che abbiamo un limite massimo di attesa di soli 8 minuti e 22 secondi, come evidenzia un recente studio inglese, per poi perdere definitivamente la pazienza sia che ci troviamo al ristorante, in fila, al telefono, ecc‚

Davanti al computer, la nostra soglia di sopportazione si abbassa ulteriormente e l’umore inizia ad alterarsi raggiungendo il suo picco dopo 5,4 minuti di attesa per esempio per un semplice download.

Più si è piccoli e più si è incapaci di aspettare a soddisfare i bisogni di base, pena la sopravvivenza. Poi, grazie all’educazione ricevuta, il bambino acquisisce sempre di più autocontrollo e rispetto delle regole.

A tal proposito è interessante citare “Il test del Marshmallow” uno studio di psicologia sociale condotto nel 72 dal dott. Walter Mischel dell’Università di Stanford (USA).

Un gruppo di bambini in età prescolare veniva messo di fronte a una difficilissima scelta: mangiare subito un marshmallow o aspettare 15 minuti per poterne mangiare due.

Alcuni bambini non riuscivano a resistere alla gratificazione immediata e mangiavano subito il marshmallow, altri invece adottavano le più svariate strategie per non cedere alla tentazione e riuscire ad aspettare la fine di quell’interminabile quarto d’ora per ottenere “2 invece di 1” dimostrando capacità di autocontrollo, tolleranza, disposizione a rinunciare ad un premio piccolo oggi per uno più grande in futuro.

Negli anni successivi quei bambini furono monitorati e si scoprì che coloro che avevano resistito erano quelli con risultati migliori al college e capaci di gestire lo stress e pianificare il loro tempo.

Sta anche un po’ a noi genitori non riempire a tutti i costi quel vuoto che l’attesa comporta. Fermiamoci anche noi adulti ogni tanto.

Non facciamo, non interveniamo ma osserviamo e volgiamo lo sguardo al nostro interno e semplicemente aspettiamo.

Questo ci aiuterà a gestire le situazioni con calma, con lucidità, paradossalmente costruendo” e non al contrario di come si possa pensare con passività o rassegnati.

Impariamo a crescere con tempi lenti, a improvvisare armoniosamente, a sintonizzarci l’un l’altro.

Come fossimo dei musicisti che seguono una trama precisa e sanno intuire quando e come frenare o lasciarsi andare al ritmo veloce‚ battiamo il tempo giusto!”

MONICA PELINGA
Associazione "Nascere Klinefelter ODV"

Contatti: tel. 334.866.61.76 - nascereklinefelter.it


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