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Le vacanze che profumano di mare, i giochi sotto l’albero la mattina di Natale, le coccole dolci del pomeriggio… i ricordi del tempo vissuto con i nonni sono i gioielli più preziosi che un nipote possa ereditare.
Una memoria storica e collettiva che, secondo gli ultimi dati, rappresenta circa un quarto della popolazione totale del nostro territorio: una realtà che, proprio perché in continuo aumento, viene rappresentata da una narrazione non particolarmente positiva, incentivando fenomeni di ageismo ed isolamento sociale.
I cambiamenti socioculturali, la presenza sempre più incisiva di famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, la mancanza di adeguati modelli di welfare, vedono nei nonni una importante risorsa per lo sviluppo psicoemotivo delle nuove generazioni.

Questo contenuto? È Certificato!
Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.
Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!
Si può provare ansia fin da piccoli? E perché?
Il legame di attaccamento genitore-figlio (e, in particolar modo, quello madre-bambino) rappresenta la base sicura grazie alla quale i più piccoli creano la loro rappresentazione del mondo e si muovono al suo interno con modelli interni sviluppati proprio in virtù di tale legame. Uno stile genitoriale ansioso, insicuro o evitante è un fattore di rischio nell’insorgenza di ansia e comportamenti disfunzionali, ma i nonni giocano un ruolo cruciale nella stabilità emotiva dei più piccoli, soprattutto in situazioni critiche (come separazioni, lutti, problemi di salute).
Cosa si agita sotto al nostro stato ansioso? Come affrontarlo?
Laddove i più piccoli si trovano, fin da pochi mesi dalla nascita, ad essere affidati alle cure amorevoli dei nonni, questo potrebbe essere un efficace banco di prova per testare la qualità del legame di attaccamento genitore-figlio.
La presenza rassicurante di un caregiver “esperto” in un modello di co-parenting condiviso riduce l’ansia dovuta alla separazione temporanea e promuove al contempo comportamenti di resilienza e di autoregolazione emotiva, rafforzando il legame con i genitori, grazie ad un effetto di tipo additivo.
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Incidono anche vita frenetica e aspettative sui figli? E quelle su noi stessi?
I nonni sono punti di forza emotivi, ovvero modelli di genitorialità ai quali fare affidamento per la continuità e la coerenza della storia familiare: attraverso la loro narrazione infatti trasmettono idee, valori e pratiche guida utili ai neogenitori per ridurre la pressione sulla vita e sull’educazione dei figli. Ma non solo: invitano gli adulti a riposizionarsi rispetto al loro ruolo educativo, integrando modalità e approcci differenti, più improntati alla cooperazione, all’ottimismo e alla gratitudine.
A questo proposito, puoi approfondire leggendo: Il “gioco di squadra”: scopriamo le alleanze educative tra nonni e genitori nella relazione con i bimbi
Strategie e consigli per affrontare ansie, paure e stress
In una quotidianità in costante cambiamento, i nonni rappresentano una certezza nella gestione, da parte di genitori e piccoli, dell’ansia da performance, grazie a momenti in cui poter:
- Ritagliare del tempo per raccontare storie di resilienza. I nonni sono abili costruttori di senso: la loro capacità narrativa può fornire l’intreccio necessario per affrontare sfide evolutive odierne attraverso la lente dell’esperienza passata, come ad esempio il primo ingresso a scuola o i primi “no” da parte dei propri figli.
- Insegnare il valore della lentezza. Accettazione, pazienza e silenzio sono doni che caratterizzano il ritmo di ogni bambino: saperli accogliere con calma e gentilezza, consente di creare uno spazio dove adulti e piccoli si riconoscono come portatori dello stesso bisogno di compassione e ascolto.
- Stimolare alla cooperazione. Attraverso attività come camminare insieme, cucinare, disegnare, dedicarsi a piccoli germogli, si creano ritualità che consolidano un “Noi” fatto di riconoscimento reciproco…e di ricordi da conservare per sempre.
I nonni ci invitano dunque a riflettere sulla qualità del tempo insieme: sono il faro educativo che connette passato e presente genitoriale, con l’unico obiettivo di illuminare il futuro dei più piccoli tra le intemperie della vita.

ALESSANDRA PONTIS
psicologa positiva, autrice e facilitatrice certificata Mindfulness Educators®
CONTATTI web: diariodiunapiscologapositiva.it
Instagram: @diariodiunapsicologapositiva
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